Ieri Adesso Trieste era a San Giovanni, uno dei rioni della città con l’identità più forte, profondamente intrecciata a diversi passaggi importanti della storia di Trieste. Siamo partiti dal Roseto, il cuore fiorito dell’ex Ospedale Psichiatrico, dove Franco Rotelli e Giancarlo Carena (presidente di CNA Trieste) hanno brevemente ripercorso le ultime vicende del Parco di San Giovanni, quello che si è fatto e quello che ancora c’è da fare per aprirlo completamente al resto della città.

Più a valle, Ferruccio But e Antonella Farina ci hanno aperto le porte del MINI MU, il museo dedicato ai bambini, alla loro immaginazione e creatività, trasmettendoci il valore prezioso del loro impegno oggi minacciato dallo sfratto deciso dalla Regione Friuli Venezia Giulia senza alternative concrete per la prosecuzione dell’attività.

Di fronte al Padiglione Ralli Furio Perini ha raccontato l’ascesa del percorso di progettazione partecipata che avrebbe dovuto trasformare la struttura in un luogo di incontro tra generazioni, condizioni, esperienze e potenzialità diverse, con spazi dedicati alle associazioni. La Giunta Dipiazza, pochi mesi dopo la sua elezione, ha cestinato il progetto mandando in fumo un lavoro prezioso tra associazioni e amministrazione e disattendendo le aspettative di molte e molti: una scena che, per Adesso Trieste, rappresenta l’esatto opposto del concetto di buon governo cittadino.

Sotto il Padiglione Gregoretti Patrizia Di Lorenzo ha posto l’attenzione sulla scarsità e sulle condizioni decisamente degradate in cui versano le aree di sgambamento per cani – sulla carta ce ne sono 6, per ben 23.000 cani – e le necessarie misure per garantire il benessere degli animali e quello degli umani.

Usciti dal Parco, in Rotonda del Boschetto Renato La Rosa di Legambiente Trieste – Circolo Verdeazzurro ha presentato i risultati del percorso di progettazione partecipata “Cuori verdi a San Giovanni”, che mira a rigenerare l’area riconnettendo gli spazi verdi della piazza al Boschetto, aumentando gli spazi per i pedoni e regolando in maniera più sicura il traffico. Anche in questo caso l’Amministrazione Comunale sembra aver risposto picche alle richieste di cambiamento da parte del rione, come riferito da Alessandra Richetti, Presidente della VI Circoscrizione.

Infine, percorrendo Viale Sanzio sul quale si affaccia il cubo di cemento che un giorno dovrebbe costituire un nuovo centro sportivo a disposizione del rione e attraversando Via San Cilino, in estate al centro di un’esperienza molto interessante di pedonalizzazione temporanea di cui si sono rapidamente “appropriate” le famiglie del rione, siamo arrivati di fronte al Narodni Dom di San Giovanni. L’edificio, del quale ha ripercorso la storia Fulvio Vallon dell’Anpi Trieste, è ancora oggi in stato di abbandono e degrado; la Regione dovrebbe assegnarla alle associazioni slovene e avrebbe tutte le potenzialità per diventare un centro a disposizione non solo delle slovene e degli sloveni di Trieste, ma del rione di San Giovanni e di tutta la città.

Ancora una volta, dopo la passeggiata ecologica da San Giacomo ad Altura e l’esplorazione di Cavana, abbiamo avuto un’occasione preziosa per conoscere e conoscerci, ascoltare le esigenze reali e quotidiane delle cittadine e dei cittadini di Trieste e iniziare a progettare insieme il futuro della nostra città. Adesso Trieste!

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