C’è uno spazio vuoto in questa città – uno dei troppi – che, per decenni, è stato lasciato in stato di abbandono e degrado: di qualunque colore fossero, le amministrazioni comunali che si sono succedute a Trieste hanno regolarmente tradito il loro mandato principale, che è quello di avere cura delle persone e dei luoghi dove esse vivono.

In Via Tigor, dietro ai locali in uso dalla Biblioteca Civica si spalanca una vasta area di proprietà del Comune. Adesso ci sono solo ruderi e verde incolto, ma un tempo vi sorgeva un’ala delle vecchie carceri. Nel corso del tempo la destinazione d’uso era cambiata diverse volte, diventando prima della dismissione persino una struttura di servizio della nettezza urbana. In quello spazio aperto, ci sono molte cose che si potrebbero fare: un giardino, ad esempio, ma anche ampliare la biblioteca, i cui attuali spazi sono insufficienti a contenere fisicamente tutti i testi catalogati, oppure un centro di incontro e socializzazione per gli abitanti del rione.

Uno spazio di proprietà del Comune, in altre parole un bene comune, il cui uso dovrebbe essere restituito alla collettività accrescendone il benessere sociale. Invece, viene convertito in merce scambiabile nel mercato e per questo privato della sua funzione sociale e del suo carattere di inclusività e accessibilità da parte dei cittadini. Purtroppo nel Piano Particolareggiato del Centro Storico recentemente presentato dal Comune l’edificio delle ex carceri è stato invece classificato come di scarso pregio architettonico; la valutazione (ribassata da pochi giorni) è volta a permettere la cessione dell’edificio, la sua demolizione, e l’edificazione di un parcheggio (come si tentò di fare nella vicina area verde tra via Tigor e via Cereria).

Per questo motivo Adesso Trieste, riconoscendo il valore degli spazi urbani pubblici quali luoghi funzionali alla produzione di altri beni e utilità per le persone che li vivono, appoggia le osservazioni critiche presentate dal nostro socio Paolo Radivo e quelle avanzate dal Comitato del giardino di via Cereria e solleva perplessità sull’immobilismo del consiglio comunale tutto di fronte a questo ennesimo atto di svilimento urbano.

Leggi le osservazioni di Paolo Radivo (le osservazioni su Via Tigor si trovano alle pagine 14-30)

Leggi le osservazioni del Comitato del giardino di via Cereria

 

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