Movimento civico per Trieste - Programma

Il porto nuovo e l’area industriale di trieste: per uno sviluppo moderno e sostenibile 

Porto container di Trieste con gru gantry gialla e nave portacontainer azzurra.

Il Porto è per Trieste un fondamentale motore economico non solo per il volume dei suoi traffici commerciali, ma anche per le vaste aree industriali retroportuali e i collegamenti ferroviari e intermodali che, in sinergia con lo status di Porto Franco Internazionale, costituiscono una potenziale filiera produttiva e logistica di grande interesse e peculiarità a livello europeo e internazionale. 

Dal punto di vista geografico, un altro elemento di forza del porto è la sua centralità in Europa, con Vienna a 500 km, Lubiana a 100, Belgrado a 600, Milano a 400, Monaco a 500, Salisburgo a 400 e interscambi attivi con nord-est Europa, collegamenti con Cina-India con l’Oriente, corridoio Adriatico – Baltico. Il porto ha un’ottima accessibilità, fondali che si aggirano sui 18 metri, raccordi ferroviari e stradali, un aeroporto a circa 35 km. 

In questo scenario, dall’approvvigionamento di materie prime alla loro lavorazione, alla distribuzione di semilavorati o prodotti finiti sul mercato, Adesso Trieste vede nella vasta superficie che va dal canale navigabile a tutte le aree ex EZIT (Ente Zona Industriale Trieste), oggi gestite dal CoSELAG-Consorzio di Sviluppo Economico Locale dell’Area Giuliana, il futuro sviluppo di un’industria moderna, ecologicamente compatibile con il territorio e l’ambiente. 

Un’industria improntata a principi di economia circolare e di simbiosi industriale, in grado di produrre nuova e buona occupazione.

IMPEGNO 1 – Una nuova industria manifatturiera, tecnologica e improntata all’economia circolare 

Favorire il rilancio del settore manifatturiero, in un’ottica di reindustrializzazione ecocompatibile, è per AT un obiettivo da raggiungere attraverso un rafforzamento delle competenze interne e della capacità di programmazione del COSELAG e della sua missione nell’attrazione di investimenti focalizzati su attività produttive a elevata sostenibilità e ad alto tasso di tecnologia. 

In questo, la sinergia del COSELAG con il sistema scientifico triestino è un tassello fondamentale su diversi fronti: individuazione e messa in pratica di metodiche di bonifica stato dell’arte e innovative per i siti inquinati di interesse regionale e nazionale; attivazione di filiere basate sull’economia circolare e la valorizzazione delle risorse del territorio; attivazione di processi di simbiosi industriale che favoriscano l’uso da parte di un’azienda di risorse sottoutilizzate (inclusi rifiuti, sottoprodotti, residui, energia, acqua, logistica, capacità, competenze, attrezzature e materiali) da un’altra, con il risultato di mantenerle nel circuito produttivo più a lungo.

Adesso Trieste incentiverà nelle aree industriali retroportuali i servizi e le produzioni compatibili con l’ambiente e rispettose della dignità del lavoro, in collaborazione con le categorie economiche, i sindacati e l’Autorità portuale.

COSA FAREMO 

  • Attiveremo tutti gli strumenti che l’Amministrazione comunale ha a disposizione sia come sua diretta prerogativa sia come portatrice di interesse in grado di interloquire con altre istituzioni, a cominciare da Regione e Autorità portuale, per indirizzare le scelte di sviluppo del porto, della sua logistica e dell’industria, nell’interesse della città di Trieste e dei suoi cittadine e cittadini.
  • Rivitalizzeremo il COSELAG facendo rappresentare al suo interno il Comune da uno o più esperti nei campi della politica industriale, dell’attrazione di investimenti e della logistica e dando piena attuazione al suo ruolo di “agenzia di sviluppo territoriale”, caratterizzata da una forte attitudine alla sostenibilità. Il COSELAG, in collaborazione con gli enti di ricerca del territorio, dovrà puntare sull’attuazione di processi di simbiosi industriale tra le imprese insediate al suo interno, favorendo il riutilizzo in funzione di materie prime seconde;
  • Definiremo  un cronoprogramma con i tempi e le risorse necessarie per consentire l’attivazione delle iniziative volte alle bonifiche, con la conseguente restituzione delle aree agli usi industriali, al potenziamento delle imprese operanti e all’insediamento di nuove attività; 
  • Attiveremo l’Amministrazione Comunale verso Governo e Parlamento per il decollo del porto franco a partire da un suo pieno riconoscimento come area extradoganale, e non come semplice Punto Franco comunitario, da parte dell’Unione Europea;
  • Attiveremo, coinvolgendo i soggetti interessati, le iniziative necessarie a garantire, senza interruzione dell’operatività nel tempo, le attività portuali collocate in AdriaTerminal, contribuendo a trovare un sito idoneo al loro ricollocamento. Occorre un accordo tra gli Enti coinvolti che preveda che la piattaforma non venga liberata finché non si trovi un sito analogo su cui trasferire le attività svolte, senza perdita di occupazione e traffici.