Movimento civico per Trieste - Programma

Rifiuti zero – proteggiamo l’ambiente creando opportunità di occupazione, partecipazione, salute e ricchezza

Bidone dei rifiuti in cemento strabordante all’aperto, pieno di bottiglie, bicchieri e imballaggi.

Nel ciclo di vita secondo natura non esistono rifiuti ma risorse che tornano a nuova vita. Ispirarsi alle dinamiche naturali nella gestione dei rifiuti significa quindi adottare nuovi sistemi di raccolta che permettano di spostare la spesa ambientale ed economica dall’incenerimento e smaltimento in discarica all’investimento sulla collettività, migliorando la qualità urbana, ambientale e della salute pubblica. 

Differenziare i rifiuti è indispensabile per reintrodurre nel ciclo di produzione materie prime come la plastica, il metallo, il vetro, la carta, l’umido, l’olio alimentare. La raccolta di questi materiali, valutati come risorse e non più scarti da incenerire, permette di migliorare la qualità della vita dei cittadini, creare nuovi posti di lavoro, nuove figure professionali, in un sistema di futuro sostenibile per gli esseri umani e per la città.

Purtroppo invece il sistema di raccolta dei rifiuti a Trieste mostra dati estremamente deludenti: la differenziata raggiunge oggi solo il 44%, mentre a Treviso la percentuale raggiunge l’87%, a Pordenone l’85% e perfino nella metropoli di Milano si differenzia i rifiuti per il 61%.

Va sottolineato che questi risultati non dipendono da una scarsa civiltà dei triestini, ma dal sistema di raccolta adottato finora. Nelle città più virtuose la gestione dei rifiuti è profondamente diversa, con strategie su misura come la raccolta casa per casa e facendo pagare le tasse in base a quanti rifiuti indifferenziati si producono, con benefici sulla TARI per i cittadini più meritevoli.

Per Adesso Trieste c’è bisogno di un deciso cambio di passo per mettere in campo un sistema di raccolta e una filiera di riciclo che da una parte impatti positivamente sull’ambiente, sulla salute e sul decoro urbano e dall’altra offra opportunità di lavoro e di crescita economica. L’obiettivo è di trasformare un problema in un’opportunità, con benefiche ricadute per i cittadini, sia nella qualità del servizio sia nella sua economicità.

IMPEGNO 1 – Un diverso sistema di raccolta con quattro obiettivi: riduzione, riciclo, recupero dei rifiuti e risparmio sulla tari

Realizzeremo entro la metà del 2022 un nuovo piano per la gestione dei rifiuti che, in linea con le direttive europee vigenti, preveda:

  • l’aumento della frazione di rifiuti differenziati: raggiungere almeno il 70% di riciclo al 2026 (nel 2019 era il 44%) e il 90% al 2031
  • la riduzione della quantità di rifiuti prodotti: l’obiettivo al 2031 è un calo di almeno il 20% della produzione di rifiuti (attualmente la produzione pro capite di rifiuti a Trieste è 485 kg, nei comuni più virtuosi è inferiore ai 400 kg).
  • l’avviamento a riciclo e recupero e non più a smaltimento di tutti i rifiuti prodotti ricavando risorse economiche per avviare una progressiva riduzione della tassa sui rifiuti.

COSA FAREMO

  • Aumenteremo il riciclo dei rifiuti, riorganizzando la raccolta differenziata, consapevoli che la gestione dei rifiuti non è un problema tecnologico ma organizzativo, dove il valore aggiunto è il coinvolgimento della comunità.
    • Separazione alla fonte: saranno individuate strategie su misura per definire le modalità più efficaci per riorganizzare la raccolta differenziata, tenendo conto delle tipicità/problematiche di ogni zona e condizione, permettendo di differenziare efficacemente i rifiuti alla fonte; aumento delle tipologie di rifiuti differenziabili in modo diffuso, come l’olio alimentare
    • Campagne di sensibilizzazione pubblica: verranno progettate campagne di sensibilizzazione e comunicazione sulla raccolta differenziata, sulla prevenzione dei rifiuti e sulla riduzione, e integrazione di tali questioni nell’educazione e nella formazione;
    • Tariffa puntuale “Paghi quanto sprechi”: introduzione progressiva di sistemi di tariffazione che facciano pagare le utenze sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere. Questo meccanismo premia il comportamento virtuoso dei cittadini e li incoraggia a consumi più consapevoli.
  • Ridurremo la produzione di rifiuti
    • Applicando sconti e benefici sulla TARI metteremo in campo azioni per promuovere l’acquisto alla spina/sfuso di detergenti e prodotti alimentari e la promozione della pratica del vuoto a rendere disincentivando la distribuzione e l’utilizzo di oggetti in plastica usa e getta
    • promuoveremo l’utilizzo dell’acqua del rubinetto (più sana e controllata di quella in bottiglia) e proseguiremo l’installazione di casette dell’acqua con l’obiettivo di averne una in ogni rione.
    • promuoveremo la distribuzione e l’utilizzo di pannolini, pannoloni e dispositivi sanitari lavabili: mettendo a disposizione dei campioni nei consultori (assorbenti lavabili e coppette mestruali), e avviando un sistema che preveda il lavaggio centralizzato attraverso cooperative che li ritirino e riconsegnino, sia negli asili che come progetto pilota nelle case di riposo;
    • avvieremo una campagna di riduzione della produzione di rifiuti organici e scarti alimentari, con una particolare attenzione alle mense scolastiche (vedi Sociale – Politiche giovanili – Impegno 5);
    • promuoveremo il compostaggio sia domestico (distribuzione delle compostiere gratuite e aumento dal 20% al 30% dello sconto sulla TARI per chi le installa) che di quartiere (utilizzando i fondi regionali)
    • riusi e riparazione: realizzeremo centri per la riparazione e il riuso di beni durevoli, mobili, vestiti, infissi, sanitari, elettrodomestici. Questa tipologia di materiali, che costituisce circa il 3% del totale degli scarti, riveste un grande valore economico,
    • avvieremo un tavolo di confronto con gli operatori economici per promuovere buone pratiche per raccolta di prodotti alimentari invenduti in tutte le fasi della catena di approvvigionamento alimentare e per la loro ridistribuzione sicura, anche a organizzazioni di beneficenza

IMPEGNO 2 – Sviluppare la filiera del riciclo e creare nuovi posti di lavoro

A Trieste si contano a decine i siti industriali abbandonati, ai quali vanno sommati i numerosi magazzini del Porto Vecchio che da troppi anni giacciono in stato di abbandono. Adesso Trieste vuole riportare in vita questi spazi, favorendo l’insediamento di piccole e medie industrie innovative, promuovendo la realizzazione di una autosufficienza impiantistica nella filiera del riciclo di materiali. 

COSA FAREMO

  • Ci attiveremo per favorire la creazione di una nuova filiera del riciclo. Questa nuova industria, dovrà essere compatibile con le sfide ambientali che ci troviamo di fronte, grazie anche all’alto contenuto tecnologico e alla sinergia che faremo in modo che si instauri con le nostre aree di ricerca. Le tipologie di rifiuti per le quali le tecnologie di trattamento sono già mature sono molti: prodotti assorbenti per l’igiene personale, rifiuti elettronici, frazione umida organica (FORSU – Frazione Organica Rifiuti Solidi Urbani), vetro, olio alimentare, metalli, carta. I vantaggi di dotare il nostro territorio di una simile infrastruttura sono molteplici:
  • riduzione della quantità di rifiuti conferiti in inceneritore o in discarica
  • creazione occupazione stabile, qualificata e non delocalizzabile. Solo con la filiera dei rifiuti elettronici e con un bacino di utenza grande come la provincia di Trieste (250.000 persone) si potrebbero creare oltre 50 posti di lavoro. Il riuso e il riciclo hanno un coefficiente occupazionale (numero posti di lavoro per 1000 tonnellate di rifiuti) che arriva a 20-25, mentre per l’incenerimento è 2-4.
  • attrazione di risorse umane ad alto profilo tecnico-scientifico
  • creazione di progetti per il reinserimento lavorativo di persone svantaggiate
  • reindustrializzazione e riuso di siti abbandonati e difficilmente collocabili sul mercato immobiliare
  • autosufficienza impiantistica e riduzione di trasporti di rifiuti in altre regioni