TACA*BANDA
Alta Fedeltà Urbana: l’ascolto condiviso come pratica collaborativa
- Proponente
- Solco Civico - gruppo informale
- Territorio
- Trieste
- Anno
- 2026
- Stato di approvazione
- contributo richiesto
- Contributo richiesto
- 1.000€
Trieste è una città in cui la fruizione pubblica della musica dal vivo si scontra spesso con un contesto normativo e sociale particolarmente rigido: gli spazi dedicati sono limitati a luoghi e fasce orarie restrittive, e qualsiasi sconfinamento genera tensione immediata con il tessuto residenziale circostante. Questo progetto nasce dalla convinzione che il problema non risieda nella musica in sé, ma nelle modalità in cui viene diffusa, vissuta e percepita. Vogliamo dimostrare che la musica elettronica può rappresentare una risorsa di attivazione sociale e rigenerazione urbana, capace di riappropriarsi pacificamente di spazi urbani aperti e sottoutilizzati, che possiedono un grande potenziale di incontro ma che raramente vengono valorizzati in questo senso. Il genere musicale che vorremmo rappresentare attraverso questo progetto è quello della scena Detroit Techno e Chicago house. Non si tratta di una scelta casuale, ma rappresenta un gesto di profonda coerenza culturale: questi generi sono nati come risposta creativa delle comunità afroamericane e delle minoranze alla crisi industriale e all’isolamento urbano, fondandosi proprio sui valori della riappropriazione degli spazi, dell’inclusione, della cooperazione e della lotta a ogni discriminazione. Portare questa proposta in una piazza di Trieste significa riconnettersi alle sue radici più autentiche.
Vogliamo dare grande importanza alla qualità audio, aspetto troppo spesso trascurato nonostante sia fondamentale, attraverso un impianto di livello, con volumi rigorosamente adeguati al contesto urbano ma capaci di generare un’esperienza avvolgente. Non volume come compensazione, ma qualità come argomento. Vogliamo scardinare il pregiudizio per cui musica elettronica e rispetto dello spazio comune non siano compatibili, e dimostrare che una piazza normalmente di passaggio o un luogo non utilizzato possano trasformarsi, anche solo per poche ore, in un presidio di comunità, cultura e partecipazione aperto a tutta la cittadinanza.