Movimento civico per Trieste - Programma

Città a misura di università e ricerca

Veduta aerea di porto storico, moli rettilinei e città europea sul mare.

Un Comune che mette l’università e gli enti di ricerca del territorio nella posizione di fare della città il loro asset, attraverso offerte legate alla vita, alla mobilità, agli sbocchi imprenditoriali. Una città di respiro internazionale con una forte vocazione alla mobilità in entrata, capace di accogliere ricercatori e studenti da tutto il mondo. 

Questa visione risponde concretamente agli obiettivi di sviluppo sostenibili (SDG) posti dalle Nazioni Unite per il 2030. Nello specifico, relativamente allo sviluppo della città considerando la ricerca come una leva fondamentale per l’apertura di Trieste come fucina di conoscenza, risponde puntualmente agli obiettivi 4, 8 e 9 degli SDG. Crediamo che mettere al centro questi obiettivi comuni sia necessario in tutte le azioni di governo e amministrazione a ogni livello. Anche Trieste può fare la differenza, rivestendo un ruolo di primo piano nel contesto internazionale, diventando così un esempio virtuoso di integrazione e contaminazione di cultura, ricerca e ambiente in senso ampio. 

IMPEGNO 1 – Finanziamenti europei

Sviluppare una politica di cooperazione internazionale con una visione e strategia integrate. Il Comune di Trieste ha al momento attivo un ufficio affari internazionali, che dichiara 10 progetti attivi. Tre di questi sono conclusi da più di sei anni, fatto che sottolinea la scarsa attenzione che purtroppo l’amministrazione comunale sta dando a tale strumento di finanziamento. Se poi consideriamo l’ambito della Cooperazione Territoriale Europea il cui obiettivo è di accrescere le competenze e lo sviluppo e lo scambio delle buone pratiche tra le regioni e città europee il quadro è ancora più desolante. Nella territorio regionale durante la passata programmazione 2014-2020 sono stati finanziati ben 347 progetti con la presenza di almeno un soggetto FVG nel partenariato. La ricaduta in termini finanziari nel territorio è stata di 94.915.383,00. Il grande assente risulta essere ancora una volta il Comune di Trieste con 0 progetti all’attivo. 

Crediamo che la partecipazione a tali fonti di finanziamento e di sviluppo vada fortemente potenziata in un’ottica integrata. La cooperazione internazionale, o comunque che attinge a fondi europei, rappresenta una grandissima risorsa per lo sviluppo di una rete integrata tra amministrazione comunale e enti di ricerca con ricadute positive sulla cittadinanza e sull’economia locale. Il Comune può e deve prendere parte attiva, avvalendosi di partenariati locali e transnazionali, alla messa in opera delle politiche europee sui temi di cittadinanza attiva, inclusione sociale, sostenibilità ambientale e infrastrutturale, lotta alle disuguaglianze, promozione della partecipazione alla vita democratica da parte delle generazioni più giovani, transizione verso il digitale, in linea con le priorità nazionali, regionali e territoriali. Queste opportunità vanno colte, in un’ottica di progettazione integrata, coinvolgendo la cittadinanza al fine di proporre proposte progettuali forti con altrettanto forti e positive ricadute sul territorio. 

COSA FAREMO

  • Rafforzeremo la cooperazione tra gli uffici competenti del Comune e quelli delle istituzioni scientifiche ed economiche cittadine, partendo dalla rete di gemellaggi e accordi istituzionali esistenti, per lo sviluppo di future progettualità che mirano a una integrazione tra città, istituzioni scientifiche, e altre realtà europee; 
  • Svilupperemo un piano delle relazioni internazionali per la Città di Trieste, in coerenza con gli  obiettivi strategici che saranno in parte conseguiti attraverso i programmi europei a gestione diretta e indiretta;
  • Metteremo a frutto le esistenti potenzialità offerte dall’Ufficio Regionale FVG a Bruxelles nel suo ruolo di facilitatore della partecipazione degli attori locali alle opportunità di finanziamento europee e di assistenza alla progettualità, contribuendo anche ad un aumento di visibilità per la città di Trieste e la sua realtà socio economica;
  • Proseguiremo, potenzieremo e daremo maggior rilievo ai centri EUROPEDIRECT e INFORMAGIOVANI, per avvicinare l’Europa, e soprattutto i valori europei, ai cittadini, ai territori e alle realtà locali, garantendo ai giovani l’accesso all’informazione in merito alle opportunità di finanziamento, studio, formazione, lavoro e volontariato in Europa. Vogliamo far diventare questi centri non solo luoghi di accesso all’informazione e ai materiali, ma anche luoghi di accompagnamento e formazione alla progettazione per l’accesso ai fondi. Questo ci consentirà di promuovere da una parte la partecipazione dei soggetti interessati ai bandi europei e dall’altra aumenterà le opportunità del Comune di far parte dei partenariati, impegnandosi anche in prima fila. Con sportelli diffusi anche nei rioni (vedi Partecipazione – Impegno 1), potranno diventare un punto di riferimento per le associazioni locali giovanili e culturali impegnate in questi settori, per il mantenimento della cittadinanza attiva e della partecipazione, anche in un’ottica europea e transnazionale.

IMPEGNO 2 – Connessione tra città e conoscenza

Crediamo sia importante, in una città vocata alla conoscenza, stabilire dei rapporti virtuosi e strutturati tra la Pubblica Amministrazione e le realtà di studio e formazione della città. Tale contaminazione tra realtà diverse sul suolo cittadino deve essere, come sempre, funzionale allo sviluppo o implementazione di servizi ad alto profilo per la cittadinanza tutta, perciò consolidando il rapporto tra l’utenza di ogni tipo e la pubblica amministrazione. Questa operazione deve, per forza di cose, riuscire a dialogare con tutti i cittadini, sviluppando dei rapporti mirati. Siamo convinti che le istituzioni scientifiche sul territorio possano dare un profondo contributo allo sviluppo di tali servizi, in un rapporto di reciprocità tra comune ed enti di ricerca. 

COSA FAREMO

  • Proporremo una revisione del Protocollo d’intesa “Trieste città della Conoscenza” tra Comune e Enti di Ricerca (vedi elenco nel documento) in cui vengono individuati i temi centrali che devono interessare l’amministrazione comunale, gli enti di ricerca e l’Università nel loro complesso al fine di implementare e finalizzare i tavoli di lavoro che devono crearsi sulla base di tale protocollo. 
  • Promuoveremo  la formazione continua, sia generica sia specialistica, per il personale comunale
  • Finanzieremo assegni di ricerca in più ambiti (economico, giuridico amministrativo, socio-pedagogico) su tematiche inerenti allo sviluppo sociale ed economico del territorio, volte ad approfondire politiche innovative e sostenibili (in ambito appalti pubblici, il green public procurement). I risultati della ricerca aiuteranno il decisore pubblico a prendere scelte più qualificate su come spendere le risorse 

IMPEGNO 3 – L’amministrazione acquista verde 

Dagli studi condotti nell’ambito del progetto CReIAMOPA del 2019 emerge come i Comuni Capoluogo non siano ancora strutturati al fine di impiegare lo strumento degli “Acquisti Verdi della Pubblica Amministrazione” (Green Public Procurement, di seguito GPP) in modo sistemico, principalmente a causa di mancanza di formazione e difficoltà nella stesura dei bandi. Il Comune di Trieste non è fra quelli più avanzati e pronti del settore, anzi: non è dotato di un ufficio apposito (come avviene in altri comuni – es. Comune di Trento) e non si avvale dello strumento nei processi di acquisto. Vogliamo costruire un percorso di formazione mirato che produca conoscenze e competenze per poter avvalersi di uno strumento che, seppure di origine non recentissima, fatica a diventare prassi nella pubblica amministrazione nonostante venga individuato come strumento fondamentale per la gestione degli acquisti pubblici.

COSA FAREMO

  • Costruiremo un percorso di formazione specifico sul tema GPP per i dipendenti comunali che si occupano di appalti (Tavoli tematici, Workshop, Webinar)
  • Coinvolgeremo gli Enti di Ricerca/Università per la consulenza tecnica e per la misurazione degli impatti derivanti dall’utilizzo del GPP 

IMPEGNO 4 – Ricerca, innovazione e impresa

Trieste ha ancora una lunga strada per lo sviluppo dell’ecosistema delle startup e Piccole Medie Imprese (PMI), nonostante i dati rassicuranti degli scorsi anni. Sicuramente l’apertura di uno spazio come l’Urban Center di Corso Cavour è un passo avanti per dare uno spazio fisico con possibilità di connettere i vari attori come potenziali investitori, mentor, ed esperti delle industrie tecnologiche. Oltretutto, uno spazio per eventi e coworking, con le adeguate misure sanitarie, è essenziale per nutrire una comunità forte e capace di crescere in una maniera sostenibile.

Una parte importante che ha bisogno di essere indirizzata è sicuramente il collegamento tra l’istruzione superiore, universitaria e post universitaria e il mondo dell’imprenditoria: dare accesso ai giovani verso le possibilità di creare nuove idee di startup e innovazione, non solo nel settore bio e medico, che è forse quello più avanzato grazie agli istituti di ricerca presenti a Trieste, ma anche nei settori terziario e quaternario dell’economia. Con la creazione di nuove aziende di telecomunicazioni, le aziende informatiche, le aziende new media e i servizi di consulenza e di elaborazione delle informazioni, Trieste potrà posizionarsi all’avanguardia dei nuovi sviluppi tecnologici, ampliare la propria rete di servizi, creare nuovi posti di lavoro specializzati e attrarre nuovi talenti. 

Oltremodo, la crescita di startup innovative è anche basata sull’espansione degli affari che si può compiere grazie all’internalizzazione dei loro servizi in nuovi mercati per acquisire nuovi clienti. È quindi necessario creare connessioni coi centri di innovazione e imprenditoria dei paesi geograficamente vicini, come i paesi DACH (Germania, Austria, Svizzera) e i Balcani (Slovenia, Croazia, Serbia, etc), anche sfruttando reti internazionali già presenti sul territorio (come l’Iniziativa Centro Europea) che offrono vari tipi di supporto per l’espansione di startup destinati ai loro mercati. Sfruttando la posizione strategica di Trieste, le connessioni portuali e terrestri possono offrire grandi vantaggi non solo per l’internalizzazione delle startup, ma anche per attrarre aziende straniere ad aprire uffici e filiali nella nostra città.

COSA FAREMO

  • Realizzeremo uno spazio fisico dove tutti gli attori dell’ecosistema innovativo possano aggregarsi, scambiare idee e creare nuove opportunità di lavoro, affari e progetti;
  • Promuoveremo un collegamento più forte tra il mondo dell’università e la realtà delle startup in modo da agevolare la creazione di nuove idee startup e preparare i giovani al mondo dell’innovazione;
  • Potenzieremo le connessioni internazionali con i centri di innovazione e di imprenditoria dei paesi dove le startup locali possano ampliare le opportunità di affari e investimenti in modo da potersi espandere sostenibilmente