Movimento civico per Trieste - Programma

Disabilità: una città, un quartiere, un rione, una famiglia

“La disabilità è un concetto in evoluzione: è il risultato dell’interazione tra persone con menomazioni e barriere comportamentali e ambientali, che impediscono la loro piena ed effettiva partecipazione alla società su base di uguaglianza con gli altri”. 

Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità

IMPEGNO 1 – La presa in carico

Il senso di isolamento e di solitudine che vivono le persone con disabilità e le loro famiglie nei momenti difficili della diagnosi, si accompagna spesso allo smarrimento nei confronti della rete di servizi e delle opportunità che le amministrazioni pubbliche e sanitarie e la comunità sociale mettono in campo.

La presa in carico precoce della famiglia disabile crea un sostegno immediato ai genitori che si riflette in modo evidente sulla qualità della vita familiare.

Le persone con disabilità sono espressione di bisogni complessi e diversi tra loro, per cui necessitano di un processo di valutazione profondo che comprenda anche la famiglia.  È fondamentale coinvolgerle e metterle al centro degli interventi. 

La legge 328 del 2000 prevede che il progetto di vita debba essere predisposto dal Comune e dalle Aziende Sanitarie di riferimento come strumento di ampio respiro che miri alla piena integrazione della vita familiare e sociale, sia nei percorsi di istruzione scolastica e lavorativa, sia nel percorso di vita adulta. 

COSA FAREMO

  • Ridefiniremo dal punto di vista delle risorse e degli interventi, le attività di programmazione dell’Equipe Multidisciplinare, che comprende le figure preposte alla presa in carico della persona con disabilità, per cui la precocità degli interventi sarà formalmente e istituzionalmente una condizione essenziale e necessaria per promuovere il benessere delle persone con disabilità e delle loro famiglie, attraverso un sistema articolato e coordinato di servizi, prestazioni e aiuti mirati.
  • Rafforzeremo, alla luce della nuova Legge di Bilancio per l’anno 2021 con cui si dispone il potenziamento del sistema dei servizi sociali comunali, l’integrazione socio-sanitaria individuando figure di riferimento (Case Manager) che riescano a rispondere ai bisogni delle famiglie dal punto di vista della presa in carico.
  • Metteremo a disposizione della famiglia (e non solo della persona disabile) un esperto in relazione d’aiuto psicologico che possa seguirla almeno fino alla maggiore età della persona disabile.

IMPEGNO 2 – Inserimento scolastico

La legge 104 del 1992 stabilisce che i bambini con disabilità devono essere inseriti a pari diritto nel percorso scolastico, favorendo l’integrazione, l’inclusione e la formazione personale. Gli strumenti forniti dalla scuola statale si coordinano con le amministrazioni pubbliche che devono fornire il personale educativo che si ritrova a collaborare con gli/le insegnanti. 

L’inizio del percorso scolastico di un bambino con disabilità, quanto più precoce possibile quindi già dal Nido e dalla Scuola dell’Infanzia, deve intrecciarsi con le figure che ruotano attorno a lui e alla sua famiglia. Ancora oggi, nel 2021, una famiglia con disabilità non può scegliere liberamente la scuola per il proprio figlio, ma è costretta a ricercare sul territorio quella accessibile e priva di barriere.

COSA FAREMO

  • Coordineremo i passaggi tra i diversi gradi di ordine scolastico, favorendo il ruolo dell’Equipe Multidisciplinare nell’inclusione del bambino e ponendo al centro le sue necessità per un’integrazione concreta nella scuola.
  • Amplieremo il sostegno educativo extra-scolastico, dando la possibilità di usufruire dell’educatore anche in alcune attività extra-scolastiche in orario pomeridiano per favorire l’inserimento del bambino con disabilità in un gruppo di coetanei e contribuire alla sua socializzazione e inclusione.
  • Elimineremo le barriere architettoniche in tutti gli edifici scolastici e nei ricreatori comunali in linea con lo strumento previsto dalla normativa nazionale (Piano PEBA) per monitorare, progettare e pianificare interventi finalizzati al raggiungimento di una soglia ottimale di fruibilità degli edifici per tutti i cittadini.

IMPEGNO 3 – Disabilità e lavoro

Dopo i percorsi scolastici e formativi, ci si ritrova proiettati nella costruzione di una vita autonoma che, a maggior ragione nel caso di persone con disabilità, deve fornire le basi per un futuro indipendente.

L’inserimento nel mondo del lavoro deve essere una tappa del percorso iniziato al momento della diagnosi, e quindi il raggiungimento di un macro-obiettivo nel progetto di vita.  Andrà anche ripensato il rapporto con le aziende, considerandole come protagoniste dell’inclusione lavorativa, e quindi comprenderne i bisogni, i problemi, e le difficoltà che permettano di trasformare la presenza del lavoratore disabile da obbligo in opportunità. A questo riguardo le cooperative sociali di tipo B risultano essere degli attori chiave per permettere l’inserimento lavorativo delle categorie deboli e per rispondere, alla luce dei nuovi bisogni che emergono dalla società civile, alle necessità di identificare e progettare nuove modalità di intervento e di azione.  Le cooperative saranno pertanto protagoniste come interlocutore paritario del Comune, nella stesura degli appalti di servizio tramite le procedure di co-progettazione (vedi  Economia – Impegno 3).

COSA FAREMO

  • Faciliteremo l’iscrizione alle Liste di Collocamento Mirato delle persone con invalidità, semplificando l’iter, usufruendo della Cartella Personale o Dossier come fonte documentativa della storia del richiedente e creando una rete concretamente operativa tra i Servizi Sociali, l’Azienda Sanitaria e la Regione.
  • Miglioreremo l’intervento dei tirocini inclusivi/Borse Lavoro Socio-Assistenziali finanziate dai contributi regionali, statali ed europei allungandone la durata da sei a ventiquattro mesi, con verifiche trimestrali sull’andamento del progetto formativo.
  • Verranno individuate le modalità di co-progettazione come forma privilegiata negli appalti pubblici rivolti all’inserimento delle categorie svantaggiate. Tali modalità tenderanno a rafforzare la collaborazione tra il Comune e il terzo settore sulla base di un principio collaborativo anziché sulla competizione.

IMPEGNO 4 – Centri diurni

Le persone con disabilità grave, che non possono inserirsi nel mondo del lavoro, attualmente frequentano i Centri Diurni, gestiti direttamente dall’amministrazione comunale o tramite convenzioni con cooperative e associazioni.

COSA FAREMO

  • Censiremo lo stato di fatto, in base alle diverse tipologie di disabilità: dalle disabilità semplici a quelle gravi e complesse;
  • Costruiremo una pianificazione triennale sui dati rilevati; 
  • Garantiremo continuità lavorativa al personale, inserendo percorsi formativi per assistenti e educatori;
  • Miglioreremo la qualità dei servizi offerti nei centri per mettere tutti, personale e utenti, in grado di vivere con maggior gratificazione e serenità.

IMPEGNO 5 – Dopo di noi

In molte situazioni la famiglia disabile si ritrova ad affrontare, senza supporti e sostegni, l’avanzare degli anni in una solitudine quasi completa.

La progettazione di un programma sul Dopo di Noi deve dare risposte concrete alle diverse esigenze delle persone, con l’obiettivo primario di favorire la permanenza a casa o la collocazione in situazioni abitative assimilabili a quelle familiari delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare o in procinto di esserlo. 

COSA FAREMO

  • Reperiremo fondi regionali, nazionali ed europei che vengono stanziati per la gestione e la risoluzione delle criticità sulla qualità di vita del Dopo di Noi.
  • Programmeremo progetti di micro-abitazioni e co-housing con interventi misti tra privati e pubblica amministrazione per offrire un’alternativa all’istituzionalizzazione nei centri residenziali.
  • Daremo un sostegno familiare concreto e continuativo per i genitori anziani che devono assistere un familiare disabile a domicilio.

SIAMO E FACCIAMO CULTURA INSIEME

La cultura è

  • lavoro
  • crescita
  • bene comune
  • coesione sociale
  • cittadinanza attiva
  • identità
  • accoglienza
  • formazione
  • inclusione
  • contaminazione
  • sperimentazione

Lo sviluppo di una città è un fenomeno culturale. Il progresso economico e sociale dipende soprattutto dalle premesse culturali. Più tali premesse sono robuste, maggiori sono le possibilità che una città fiorisca.

Valorizzare la cultura a Trieste significa renderla un elemento essenziale della città, in linea con l’impegno sulla Cultura dell’UNESCO. Non basta però produrre buone idee o intenzioni se non si rendono concrete, condivise, visibili. Per far questo vogliamo creare una rete culturale che attraverso il dialogo – con e tra la cittadinanza, tra le arti e i luoghi, negli spazi culturali e nei quartieri, con le realtà di oltre confine – possa connettere, incentivare, valorizzare e riconoscere tutti coloro che vedono nella cultura una tra le più importanti risorse della città. Si può e si deve farlo attraverso una visione coordinata della cultura come espressione identitaria e multiculturale del territorio, relazione tra cittadini, scuole, musei, teatri, artisti e artigiani, dialogo tra associazioni, cooperative, pubblico e privato. L’amministrazione comunale deve costituire un punto di riferimento cui rivolgersi in quanto “acceleratore” (facilitatore) di relazioni, finalizzate alla creazione e allo sviluppo di attività culturali, eventi piccoli e grandi diffusi sul tutto il territorio di competenza.

IMPEGNO 1 – Diffondere

Tutti gli spazi della città possono diventare spazi culturali, non solo quelli tradizionalmente dedicati. Vogliamo far uscire gli eventi culturali dalle istituzioni in cui sono normalmente confinati per disseminarli sul territorio e incentivare un costante dialogo e confronto con la cittadinanza per ricreare un senso di comunità. In questa spinta che si allontana dal centro per raggiungere anche i rioni più periferici, daremo innanzitutto importanza all’ascolto del territorio, promuovendo percorsi di progettazione condivisa, che siano ritagliati sui bisogni reali delle persone e non calati dall’alto. Inoltre, vogliamo valorizzare soprattutto le esperienze che richiedono una partecipazione attiva delle persone, avvalendoci di modalità come laboratori, workshop, residenze artistiche. La cultura che abbiamo in mente vuol dire mettersi in gioco, imparare facendo e trasformare sé stessi. 

COSA FAREMO 

  • Censiremo gli spazi utilizzabili e doteremo quelli più adatti con attrezzature necessarie a svolgere attività culturali e a realizzare spettacoli e installazioni;
  • Favoriremo l’organizzazione di eventi in ogni rione coinvolgendo le associazioni attive sul territorio per rianimare strade, piazze, parchi pubblici e cortili;
  • Attiveremo biblioteche di prossimità intese come luoghi di socializzazione, produzione e consumo culturale;
  • Progetteremo spazi aggregativi assieme a chi vorrà sviluppare nuove competenze, per promuovere la crescita e la consapevolezza di tutta la comunità;
  • Creeremo percorsi di richiamo per far conoscere anche i piccoli musei diffusi sul territorio.
  • Organizzeremo passeggiate urbane, architettoniche, archeologiche e letterarie, di concerto con l’associazione guide turistiche e alle realtà connesse ai vari ambiti considerati;
  • Assegneremo spazi comunali non sfruttati o sottoutilizzati ad associazioni e altre realtà culturali.

IMPEGNO 2 – Coordinare

Le realtà culturali di un territorio dovrebbero funzionare come i componenti di un’orchestra, dove ognuno ha la propria voce ma insieme danno vita a una sinfonia. Nonostante l’elevato numero di realtà culturali presenti sul territorio, troppo spesso queste non dialogano tra loro, restano frammentate, non fanno sistema, non rimandano l’una all’altra, ma funzionano per compartimenti stagni. Il compito di un’amministrazione pubblica dovrebbe essere invece quello di fare da regia, facilitando la creazione di una rete fluida e stabile nel tempo.  Una programmazione a medio e lungo termine, chiara e strutturata, permetterebbe di favorire il dialogo e  trasformare la competizione per le risorse disponibili in sinergie. 

COSA FAREMO 

  • Riorganizzeremo musei e biblioteche con personale specializzato per ogni settore, prevedendo nuove assunzioni tramite concorso pubblico;
  • Daremo vita a un sistema museale unico, integrando servizi e comunicazione,  e migliorando la promozione anche dei musei più piccoli e decentrati;
  • Promuoveremo attività di coordinamento tra biblioteche, scuole, ricreatori, musei, teatri, microaree, associazioni ecc. per facilitare progetti inclusivi che coinvolgano sempre più cittadini;
  • Costituiremo un ufficio didattico, aperto alle scuole e ai cittadini, per incentivare le attività laboratoriali all’interno dei musei civici e delle biblioteche;
  • Daremo la massima continuità e visibilità ai progetti più efficaci nella rigenerazione dei contesti più degradati;
  • Avvieremo un Circolo dei Lettori con più sedi, nelle biblioteche di prossimità comunali e nei punti lettura della Biblioteca Diffusa;
  • Faciliteremo la collaborazione tra le piccole associazioni, anche creando spazi comuni e sedi in co-gestione;
  • Incentiveremo le iniziative che legano la produzione e i festival cinematografici al turismo;
  • Potenzieremo la rete e le attività del Patto per la Lettura.

IMPEGNO 3 – Connettere 

Vogliamo creare ponti tra discipline diverse e sperimentare nuove ibridazioni. I risultati del dialogo tra arte e scienza, o tra archeologia e tecnologia, sono potenzialmente infiniti. Vogliamo mettere in relazione mondi che si frequentano poco, ma anche culture diverse, perché riteniamo che l’incontro tra saperi distinti produca pensiero creativo e dunque sia un valore da ricercare e non un rischio da evitare. Vogliamo inoltre sviluppare la collaborazione con le realtà culturali di oltreconfine promuovendo la reciproca conoscenza e una progettazione condivisa.

COSA FAREMO 

  • Promuoveremo il dialogo tra le discipline del sapere, in tutte le loro forme e luoghi, creando laboratori, manifestazioni, festival e residenze artistiche;
  • Ci apriremo a collaborazioni con realtà culturali internazionali. 
  • Organizzeremo attività che valorizzino l’inclusione multiculturale e il pluralismo, l’identità di genere e l’ambiente, collaborando anche con la Consulta degli stranieri;
  • Faciliteremo la realizzazione di nuovi centri culturali, spazi aperti e inclusivi dove far dialogare diverse discipline e proporre nuove modalità di produzione e fruizione culturale;
  • Creeremo un Laboratorio teatrale permanente, inteso come una pratica di teatro sociale itinerante e uno spazio di sperimentazione in grado di coinvolgere persone di età e contesti diversi.

IMPEGNO 4 – Formare

I percorsi di formazione e di educazione permanente non passano necessariamente soltanto dalla scuola. Vogliamo incentivare e promuovere tutte le attività che aiutano giovani e meno giovani ad acquisire nuove competenze: imparare facendo, mettersi in gioco e apprendere in corso d’opera. Per raggiungere questo obiettivo, vogliamo offrire gli spazi, il supporto e la supervisione necessaria per dare la possibilità di imparare a gestire uno spazio culturale in maniera autonoma (ad esempio organizzare gli eventi, gestire un’associazione, fare programmazione culturale). Vogliamo promuovere processi formativi che stimolino la cittadinanza attiva, coinvolgendo le persone dall’individuazione dei bisogni alla ricerca delle soluzioni e facilitando i percorsi di progettazione partecipata. 

COSA FAREMO 

  • Creeremo centri didattici per sviluppare le competenze digitali a tutte le età, che siano anche centri di supporto informatico;
  • Promuoveremo l’educazione alla sostenibilità ambientale attraverso la creatività;
  • Formeremo i giovani per essere autonomi nella gestione di uno spazio culturale anche attraverso la creazione di una scuola di arti e mestieri;
  • Creeremo percorsi di formazione per addetti alla sicurezza per eventi culturali, in modo da avere in casa delle figure fondamentali per ciascun evento, creando anche occupazione.

IMPEGNO 5 – Facilitare 

Il ruolo di un’amministrazione pubblica è anche quello di semplificare le procedure burocratiche per i cittadini e le associazioni del terzo settore che vogliono contribuire allo sviluppo culturale della città, soprattutto nel caso dell’organizzazione di eventi. Offrire gli strumenti, oltre che gli spazi, per agevolare le iniziative, affiancando e aiutando le persone a districarsi nelle relazioni con l’istituzione pubblica è un dovere imprescindibile e un servizio fondamentale, propedeutico a una sempre miglior conoscenza dei meccanismi di amministrazione per poter essere cittadini attivi a livello comunale, regionale, nazionale ed europeo. 

COSA FAREMO 

  • Analizzeremo le difficoltà riscontrate dagli operatori culturali nell’interazione con l’amministrazione e lavoreremo a una semplificazione dei regolamenti, da rivedere assieme ai portatori di interesse ogni qualvolta sia necessario; 
  • Potenzieremo e innoveremo l’Ufficio relazioni con il pubblico per accompagnare i singoli e gli enti del terzo settore negli adempimenti burocratici e organizzativi, anche tramite video-tutorial, open-day, sportelli itineranti, servizi di tutoraggio; 
  • Ci impegneremo a condividere bandi pubblici anche di altre istituzioni, traducendoli in un linguaggio semplice e comprensibile, per favorire la partecipazione dei cittadini;
  • Contribuiremo nella gestione della logistica e della sicurezza in modo da facilitare le attività proposte dal mondo del terzo settore, garantendo l’accessibilità a tutti.

IMPEGNO 6 – Comunicare 

Anche le iniziative più interessanti, se non vengono comunicate nel modo giusto, languono e fanno fatica a decollare. Per questo motivo, vogliamo potenziare e sfruttare al massimo tutti gli strumenti digitali sia quelli analogici. Le nuove tecnologie permettono di comunicare in maniera diretta e coinvolgente contenuti spesso ingiustamente percepiti come poco accattivanti, stimolando la curiosità e suscitando interesse. Numerosi infatti sono i musei e i territori che hanno valorizzato il proprio patrimonio investendo nelle nuove tecnologie: piattaforme web, social media, realtà aumentata.  

COSA FAREMO

  • Miglioreremo l’utilizzo dei canali social del Comune per informare sugli eventi culturali;
  • Miglioreremo e promuoveremo il portale in cui vengono inseriti gli eventi e le iniziative culturali;
  • Apriremo una piattaforma in cui privati e associazioni potranno inserire le proprie iniziative e dialogare, creando sinergie e partnership per obiettivi condivisi;
  • Metteremo in un unico portale tutta l’offerta museale della città in modo innovativo (storytelling, webtv, canali social) per creare interesse e generare interazione e coinvolgimento tra fasce di pubblico sempre più articolate per età, interessi e competenze. L’intento è di trasformare e rendere l’immagine dei musei più giovane e accattivante e il loro approccio al pubblico più flessibile al fine di aumentare il numero dei potenziali visitatori, invitandoli a convertire l’esperienza virtuale in una conoscenza diretta della realtà museale.

IMPEGNO 7 – Produrre

La nostra idea di cultura non si limita alla fruizione, ma vuole favorire la produzione attiva, indispensabile per concretizzare il concetto che ispira l’intero programma: insieme si pensa, si progetta e si realizza.

Inserendoci in uno scenario di Cultura 3.0, caratterizzato da forme di partecipazione dove la distinzione tra autori e fruitori di contenuti creativi si confonde, vogliamo promuovere nuove occasioni di condivisione. Crediamo infatti che la partecipazione e la produzione culturale a tutti i livelli siano fonte di nuove forme di creazione di valore, sia economico che sociale. Non c’è crescita culturale se non riportando il “fare cultura” tra la gente che la chiede e la propone.

COSA FAREMO

  • Metteremo a disposizione spazi per laboratori multimediali e multidisciplinari per artisti e altri operatori nel campo delle arti visive, musica, poesia, teatro, cinema, artigianato, design ecc., per condividere progetti e creatività,  trovare assieme a cittadine e cittadini risposte innovative ai bisogni di tutti 
  • Proporremo corsi di partecipazione e diffusione culturale per la trasmissione di saperi tradizionali, ma anche per stimolare un approccio integrato con le nuove tecnologie
  • Progetteremo le proposte assieme a cittadine e cittadini attraverso sondaggi e percorsi partecipativi per favorire risposte innovative e adatte ai bisogni di tutti
  • Istituiremo concorsi artistici e di progettazione culturale attraverso bandi aperti a tutti, con un’attenzione particolare per i giovani under 35 e verso le proposte attente a tematiche di sostenibilità ambientale e di parità di genere