Movimento civico per Trieste - Programma

Mare risorsa comune: vicino, pulito, ricco, dinamico

Trieste, baia azzurra, case sul colle e mare Adriatico limpido.

Trieste è prima di tutto una Città di Mare e deve rafforzare questa sua identità riscoprendo questo legame indissolubile. Le nostre radici sono nel mare e senza di esse Trieste non avrebbe ragione d’essere: è per questo che saranno riscoperte e rivitalizzate. Per questo bisogna rinsaldare il rapporto con il mare a tutto tondo, per celebrare e beneficiare delle innumerevoli opportunità che questo offre. Occasioni di attività economiche legate allo sviluppo del porto, alla pesca e al mercato ittico; occasioni di utilità sociale; di valorizzazione culturale, di riqualificazione urbana.

Trieste deve ambire a diventare uno dei centri più attivi dell’Economia Blu, con un nuovo modello per lo sviluppo dell’economia marina e marittima, attraverso la programmazione e la realizzazione di obiettivi al 2031 audaci, pragmatici, misurabili e raggiungibili, in molti diversi settori. Vogliamo progettare una politica che coniughi la tutela e la valorizzazione dell’ecosistema marino e lo sviluppo dell’economia blu. Puntiamo a un rilancio di investimenti nel settore del mare con politiche occupazionali sullo sviluppo eco-compatibile in tutti quei settori come la filiera ittica, l’economia marittima, le attività di ricerca, scientifiche, turistiche, sportive e altre attività a esso legate. 

Questo sviluppo sarà accompagnato da un approfondito studio e monitoraggio del nostro ambiente marino, e da una costante e partecipata attività di informazione alla cittadinanza, che deve ritrovare il legame con il mare e viverlo in modo sano. Questo è il primo anno del Decennio del Mare e Trieste deve esserne protagonista fino al 2031.

Trieste è il suo mare: per una celebrazione delle “nozze col mare” che non avvenga una volta all’anno, in occasione della Barcolana, ma che diventi esperienza quotidiana della vita di ogni cittadina e cittadino di Trieste.

IMPEGNO 1 – Trieste è il suo mare

Trieste deve partire dalla rigenerazione urbana e valorizzazione delle Rive, con la visione di un affaccio continuo di Trieste al mare. Dalla Sacchetta a Miramar, l’affaccio e la fruizione del mare sarà promossa con la realizzazione di una passeggiata lungo le Rive, libera da automobili e parcheggi, con spazi urbani di qualità che si integrano ad altri spazi pubblici prospicienti le Rive, e infine i moli, che di concerto in una metaforica cerniera cuciranno il mare alla città, e viceversa. 

La lunga promenade, adeguatamente attrezzata, ampliata e ombreggiata, si integrerà con la rete di mobilità sostenibile. Inoltre, offrirà opportunità di sviluppo economico con spazi per la ristorazione, piccolo commercio e relax, arricchita dalla presenza di spazi museali e culturali attrattivi. Le Rive diventeranno un percorso di attività culturali e turistiche legate al mare, che dal Porto Vecchio verso Barcola e Miramare offrirà, con la rinnovata rete di trasporto pubblico, mobilità ciclabile e pedonale, occasione per la realizzazione di un corridoio protetto e accogliente per svolgere attività motorie e ricreative.

COSA FAREMO

  • Promuoveremo un percorso di progettazione partecipata per la rigenerazione delle Rive orientata a un parco urbano lineare, per garantire un affaccio continuo al mare dalla Sacchetta a Miramar, arricchito da spazi culturali e ricreativi;
  • Ripenseremo gli spazi urbani in modo da integrare gli affacci al mare con il tessuto urbano;
  • Promuoveremo e creeremo reti tra i musei legati al mare;
  • Costruiremo adeguati spazi per promuovere le associazioni, gli sport del mare, la diportistica nautica, la pesca amatoriale, per tutte e tutti

IMPEGNO 2 – Dalla rete al piatto: il pesce buono e giusto

Trieste deve puntare a un’attività di pesca, acquacoltura e mitilicoltura estensiva ecocompatibile e sostenibile nelle acque del Golfo, con metodi e tecnologie che preservino l’ambiente e migliorino la biodiversità, sempre nell’ottica di una riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera. Il Comune, d’intesa con la Regione, la Camera di Commercio, i Gruppi di azione locale nel settore della pesca (FLAG), e i rappresentanti dei lavoratori e delle Cooperative di pescatori, grazie all’accesso a fondi europei, deve finanziare e sostenere progetti di sviluppo e tutela ambientale e di tutela dei mestieri tradizionali del mare, creando occupazione “blu” di qualità. Questo va fatto riducendo lo sforzo di pesca e quindi lo sovrasfruttamento delle risorse ittiche, ma al contempo aumentandone la qualità e il valore, preservando quindi le attività di pesca e valorizzandole in un’ottica a lungo termine.

COSA FAREMO

  • Ci faremo portavoce per l’istituzione di un tavolo con amministrazioni, ricercatori e portatori di interesse (pescatori, cooperative…) per la conversione sostenibile della filiera ittica attuale,che assicuri un futuro lavorativo  ai pescatori, attraverso l’uso di incentivi, concessioni e dialogo;
  • Ci faremo portavoce con i portatori di interesse per lo sviluppo delle attività di pesca nell’ottica della tutela ambientale, preservando il mare dall’inquinamento e compatibilmente con i cicli naturali degli ecosistemi; 
  • Spingeremo per la creazione di un label per la pesca responsabile in Golfo, che possa diventare un marchio locale di prodotto ittico triestino a km 0;
  • Creeremo una app collegata al distretto ittico per la riduzione dei passaggi di intermediazione nella filiera e la valorizzazione dei prodotti del mare; 
  • Promuoveremo progetti di pescaturismo per la valorizzazione dei mestieri tradizionali e della pesca sostenibile, da integrare anche con l’Eco Parco del Mare Diffuso;
  • Promuoveremo progetti di informazione e sensibilizzazione dei consumatori sugli ecosistemi endemici, il loro ciclo naturale, gli sprechi, i metodi di pesca, l’inquinamento, e sul ruolo dei consumatori nella riduzione degli impatti;
  • Promuoveremo la creazione di una rete di ristoranti con approvvigionamento sostenibile dalla rete del marchio di pesca locale.

IMPEGNO 3 –  Eco Parco del Mare diffuso

Trieste ha bisogno di sviluppare un turismo sostenibile legato al mare, ma anche rafforzare il rapporto della cittadinanza con il suo Golfo, collegando la città e il Carso al Mare. Per questo, alla visione di turismo di massa che è stata l’unica presente in città negli ultimi 20 anni, Adesso Trieste contrappone la visione di un Eco Parco del Mare diffuso, che distribuisca ricchezza in modo capillare, aiuti a tutelare e valorizzare i mestieri tradizionali legati alla pesca e alla cantieristica, crei occupazione di qualità, promuova un legame con il mare sano, a partire anche da chi abita a monte del mare stesso e i cui comportamenti si ripercuotono sull’ambiente marino.

COSA FAREMO

  • Avvieremo la costruzione della rete per l’Eco Parco del Mare diffuso, che offrirà attività sportive, ricreative e culturali sia per turisti che per i cittadini. Promuoveremo attività di visita e conoscenza del mare e dei suoi fondali, in modo diffuso nel Golfo, creando lavoro, incentivando il turismo locale blu, creando contatto e sfruttando le sinergie dei portatori di interesse come l’Area Marina Protetta di Miramare, la Riserva Naturale Regionale della Foce dell’Isonzo e i mitilicoltori;
  • Valorizzeremo il turismo culturale legato al mare, creando una rete tra i musei a esso collegati (museo del Mare, Acquario di Trieste, Museo della Pesca di Santa Croce, Museo della Cantieristica di Monfalcone, Biodiversitario Marino) da abbinare a esperienze di tipo sportivo e sviluppando un network per il turismo scientifico legato al mare, in cooperazione con i centri di ricerca sul territorio;
  • Promuoveremo la connessione tra i diversi ambienti del nostro territorio, Carso, città e mare, tramite dei percorsi (pedonali, ciclabili e connessi da mobilità pubblica apposita) tematici specifici;
  • Coinvolgeremo attivamente i circoli e le associazioni che si occupano di attività subacquee, come guide dell’eco parco del mare diffuso
  • Creeremo una piattaforma virtuale e una connessione fisica tra esperienze legate al mare: SUP, windsurf, vela, snorkeling, pescaturismo.

IMPEGNO 4 – Un mare sicuro e pulito, in un clima che cambia

Ogni giorno, tonnellate di rifiuti finiscono in mare, attraverso i fiumi, le discariche, la cattiva gestione dei rifiuti delle città. Trieste, per la sua particolare posizione è coinvolta in questo fenomeno. Basta vedere cosa succede nei giorni di bora sullo specchio di mare antistante la città, quando centinaia di rifiuti vengono spazzati via dal vento, dalle strade cittadine verso il mare. 

Allo stesso tempo, i cambiamenti climatici hanno già delle conseguenze importanti anche a livello locale, e ne avranno sempre di più in futuro. Prepararsi ai cambiamenti in arrivo è l’unico modo per non subirli, e per questo è fondamentale informare e coinvolgere i cittadini in un percorso di gestione della mitigazione degli effetti del cambiamento climatico e in un percorso di adattamento ai cambiamenti climatici che sia inclusivo e partecipato. 

Un mare più caldo implica anche l’invasione di specie aliene e la scomparsa di specie locali non in grado di adattarsi a questo riscaldamento, con un impatto diretto sull’equilibrio degli ecosistemi del golfo e quindi sui settori ittici. Fermo restando la necessità di non ostacolare i traffici portuali, Trieste può e deve farsi promotrice di una maggior sensibilità dei porti adriatici nei confronti della problematica, diventando un esempio virtuoso di studio, monitoraggio, lotta all’invasione delle specie aliene nei nostri mari e sperimentazione di nuove strategie di convivenza.

I cambiamenti climatici inducono anche un innalzamento del livello del mare e gli studi mostrano con certezza che il livello del mare continuerà ad alzarsi gradualmente nel futuro, così come la frequenza degli eventi meteorologici estremi. Questo implica che le zone costiere come il Golfo di Trieste, saranno sempre più vulnerabili e subiranno danni ricorrentemente. Pianificare azioni di adattamento a questi impatti che parte da ora è cruciale e deve coinvolgere tutto il tessuto urbano e la cittadinanza.

COSA FAREMO

  • Incentiveremo la riduzione e in seguito vieteremo l’utilizzo di  plastica monouso (anche se “biodegradabile”) in tutti i locali e nell’organizzazione di eventi. Nei primi anni prevediamo di ridurre la TARI ai locali e attività commerciali in prossimità del mare che decideranno di eliminare completamente la plastica usa e getta
  • Miglioreremo la raccolta dei rifiuti e pulizia, soprattutto delle zone costiere, in collaborazione con la società di gestione dei rifiuti anche con l’introduzione diffusa di bidoni per la raccolta rifiuti a mare e la sensibilizzazione dei cittadini e di chi va in mare (pescatori, velisti, …), per la riduzione dell’abbandono dei rifiuti e per la raccolta dei rifiuti trovati in strada e in mare. Sostituiremo gli attuali cestini per i piccoli rifiuti nelle strade con dei dispositivi non scoperchiabili, evitando che il vento possa disperdere i rifiuti all’interno degli stessi
  • Faciliteremo la raccolta e il conferimento dei rifiuti raccolti a mare grazie a un progetto tra amministrazione comunale, pescatori e azienda di gestione dei rifiuti
  • Lavoreremo per la creazione di una rete locale con prospettive internazionali di studio e monitoraggio – in sinergia con tutti gli istituti scientifici e gli enti che si occupano di mare, al fine di: migliorare il sistema di gestione dei reflui urbani, tenendo conto delle proiezioni di innalzamento del livello del mare e dell’aumento delle precipitazioni (le cosiddette “bombe d’acqua”); controllare e convivere con le specie aliene, promuovendo reti con gli attori coinvolti (Autorità Portuale, altri porti dell’alto Adriatico, …); pianificare l’evoluzione del territorio della fascia costiera in risposta all’innalzamento del livello del mare,  ripensando l’utilizzo di questa fascia per le attività economiche, ricreative e turistiche, tenendo conto dei rischi causati dai cambiamenti climatici.

IMPEGNO 5 – Conoscere il mare, essergli vicini

L’inizio del Decennio ONU delle scienze del mare (2021-2030) è un’occasione da non perdere per promuovere anche a livello locale la conoscenza del mare. Ecco perché bisogna investire sulla promozione dell’Ocean Literacy in fasce sempre più ampie della popolazione.

Per farlo, è anche necessario avvicinare la scienza ai cittadini anche e soprattutto per quanto riguarda l’economia blu, al fine di contribuire alla diffusione di informazioni scientificamente corrette e rigorose sul mare e sulla sua tutela. La partecipazione dei cittadini va promossa e incentivata anche nell’ambito scientifico, ad esempio attraverso progetti di citizen science. La stretta collaborazione con il sistema scientifico può essere una leva per sviluppare progetti imprenditoriali volti a far progredire verso il mercato nuovi prodotti, servizi o processi nel settore dell’economia blu che contribuiscano alla ripresa post-pandemia, al raggiungimento degli obiettivi del Green Deal europeo e all’aumento di posti di lavoro qualificato. Anche per quanto riguarda la rigenerazione del Porto Vecchio, l’economia del mare e la sua integrazione con il settore scientifico potrebbe rappresentare un fattore importante di attrazione di investimenti in particolare nell’innovazione, nella logistica e navalmeccanica, puntando, per esempio, sulle tecnologie di frontiera impiegate dai leader industriali e tecnologici della filiera del mare (componentistica, progettazione, software, simulazione, digitalizzazione, sensoristica, automazione, robotica, meccatronica, propulsione ecocompatibile, materiali innovativi, energia, servizi tecnologici…). L’innovazione per l’aumento dell’efficienza e della sostenibilità della filiera del trasporto marittimo è un filone sul quale investire in progetti condivisi tra l’autorità portuale, l’amministrazione comunale e quella regionale, i terminal e le associazioni degli operatori, con il coinvolgimento del sistema della ricerca e della cittadinanza.

COSA FAREMO

  • Svilupperemo un piano di comunicazione che si rivolga a tutte le componenti della collettività affinché diventino agenti di cambiamento. In particolare, si propone di rivolgere le iniziative di comunicazione ed educazione rivolte a un ampio e dettagliato target: l’intera comunità scolastica, gli enti regionali di formazione professionale, le università e gli ITS, le associazioni culturali, le associazioni professionali legate all’economia del mare (pescatori, commercianti di prodotti ittici, marittimi, portuali, spedizionieri, cantieri navali, operatori turistici della costa, …) e le società sportive dedicate agli sport acquatici. Gli strumenti con cui si intende portare avanti questo sono molteplici: iniziative di sensibilizzazione dei dirigenti, offerta di formazione in servizio per i docenti, introduzione di moduli didattici sull’Ocean Literacy accessibili per tutti i corsi di studio e specifici per le diverse categorie professionali, associazioni, circoli sportivi. 
  • Promuoveremo la collaborazione tra le qualificate risorse locali e la cittadinanza per realizzare attività di informazione, partecipazione (citizen science) monitoraggio, studio e partecipazione (OGS, Università di Trieste, Area Marina Protetta di Miramare, Immaginario Scientifico, associazioni ambientaliste – Legambiente, WWF, Marevivo – FVG, Ocean Literacy Italia, EMSEA)
  • Creeremo uno sportello di progettazione europea interreg, come incubatore di progetti blu-green, connesso al parco scientifico e da indirizzare all’eco-produzione