Movimento civico per Trieste - Programma
Mobilità: una città da vivere, non da attraversare
Vogliamo dare a tutti la possibilità di poter scegliere il mezzo migliore per muoversi in città dando spazio a una nuova cultura della sicurezza e della mobilità urbana. Vogliamo una città a misura di persona dove potersi muovere comodamente e velocemente a piedi, in bici e con il trasporto pubblico. Vogliamo una città con spazi urbani di qualità e con servizi diffusi per tutte e tutti i cittadini a partire dai più fragili: i bambini, gli anziani, le persone con disabilità. Vogliamo raggiungere entro il 2031 un giusto mix tra le varie forme di mobilità oggi sbilanciate sull’uso dell’auto privata. Attualmente il 54% degli spostamenti urbani è fatto in auto anche se il 54,4% degli spostamenti in centro nelle ore di punta sono inferiori ai quattro chilometri. Adesso Trieste si pone come obiettivo di raggiungere entro il 2031 il 33% degli spostamenti a piedi (nel 2019 erano il 23%), il 10% quelli in bici (nel 2019 erano il 2%) e il 30% quelli fatti con il trasporto pubblico (nel 2019 erano il 21%) .
IMPEGNO 1 – La Trieste dei rioni felici
La città dei 15 minuti si presenta come un modello di rigenerazione urbana dove ognuno possa avere tutti i servizi di cui ha bisogno alla distanza massima di 15 minuti a piedi o in bici o con il trasporto pubblico. Questo approccio rivaluta il concetto di quartiere e rione, che diventa centro completo della vita urbana, ottimizzando gli spazi, le aree verdi, i mercati rionali, i negozi di vicinato, le scuole, i luoghi di lavoro, i centri di salute e i luoghi di svago. Una città, quindi, che abbia come obiettivo il benessere dei suoi cittadini e che per questo segua quattro principi fondamentali: l’ecologia, per una città verde e sostenibile; la vicinanza, cioè vivere a ridotta distanza da attività e servizi; la solidarietà, per creare legami tra le persone; infine, la partecipazione, per coinvolgere attivamente i cittadini nella trasformazione del loro quartiere.
COSA FAREMO
- Riqualificheremo e amplieremo le piazze rionali, con interventi di sperimentazione partecipata, urbanismo tattico e progettazione con le associazioni e i cittadini. L’impegno è aumentare la qualità e la dotazione degli arredi urbani, come panchine, tavoli, fontanelle, giochi e ombreggiature;
- Promuoveremo la multifunzionalità degli spazi e degli edifici, per promuovere una città abitata, confortevole e sicura a tutte le ore. Destinare edifici pubblici a utilizzi polifunzionali, con il coinvolgimento di associazioni, comitati di quartiere, terzo settore, per proporre attività diversificate e uso degli spazi in orari diversi dal loro uso pubblico;
- Promuoveremo la diffusione dei servizi, dotare i rioni di centri polifunzionali, con spazi per biblioteche, emeroteche, luoghi ad uso delle associazioni, cinema, piscine, parchi urbani (vedi Partecipazione, Sociale, Cultura, Ecologia – Verde);
- Promuoveremo pedonalità e ciclabilità e trasporto pubblico (vedi Ecologia – Mobilità – Impegni 4, 5 e 6);
- Promuovermo il commercio diffuso e di prossimità, sostenendo la vendita di prodotti alimentari locali, le botteghe di quartiere (sarto, calzolaio, etc.) artigianali, la diffusione di negozi, di prima necessità e non solo (panetteria, macelleria, pescheria, etc), i mercati di rione (vedi Economia – Mercato del Lavoro – Impegno 2);
- Promuoveremo la salute di comunità diffusa (vedi Sociale Microaree, Anziani, Sport, LGBT, Accoglienza, Prevenzione – Impegni 2 e 3).
IMPEGNO 2 – Zero morti e incidenti gravi in città
“Vision zero” è un approccio alla sicurezza stradale affermatosi in Svezia negli anni Novanta, a partire dal principio che gli incidenti stradali con morti e feriti gravi costituiscono un’emergenza con costi umani e sociali che non possono più essere accettati come un inevitabile effetto collaterale della circolazione stradale. Il diritto alla vita e all’integrità fisica e psichica deve essere preso in considerazione con priorità rispetto al diritto alla mobilità con veicoli a motore privati.
La sicurezza stradale costituisce un vero e proprio prerequisito per fare passi significativi in direzione di una mobilità urbana più sostenibile, raggiungibile grazie a un maggiore utilizzo del trasporto pubblico e, soprattutto, ad una consistente crescita della mobilità pedonale e dell’uso della bicicletta.
I dati ISTAT del 2019 dicono che a Trieste ci sono stati 919 incidenti stradali, 1125 feriti e 15 morti. L’ISTAT stima che i costi sociali dell’incidentalità stradale con danni alle persone è di più di 330 milioni di euro (272,5 euro pro capite) per il Friuli Venezia Giulia. Mancano dati precisi su quanti incidenti avvengono in ambito urbano ed extraurbano ma le statistiche dicono che il 51,3% degli incidenti stradali avviene nei poli urbani, quindi più della metà di quelli censiti.
COSA FAREMO
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- Ridisegneremo gli spazi e le strade con lo scopo di moderare la velocità e favorire la convivenza tra diversi modi di muoversi;
- individueremo, grazie al sistema di monitoraggio della Regione ARIS e/o ai dati della Polizia Locale, i 100 incroci/punti stradali più pericolosi delle di Trieste e realizzeremo un piano per la loro messa in sicurezza;
- rivedremo gli standard di progettazione delle strade e delle intersezioni per garantire maggior spazio e sicurezza agli utenti deboli, grazie a:
- isole salvagente
- attraversamenti a raso e platee rialzate
- cuscini berlinesi (chiederemo al Ministero delle Infrastrutture la possibilità di sperimentarli come fatto dai Comuni di Torino e Bari)
- avanzamenti dei marciapiedi alle intersezioni
- porte d’ingresso alle strade di zone residenziali
- restringimento al minimo previsto dal codice della strada delle sezioni stradali
- rotonde compatte
- chicanes
- Promuoveremo campagne di comunicazione sulla sicurezza stradale.
IMPEGNO 3 – Trieste ha voglia di tram
La Giunta Dipiazza ha fatto richiesta al Ministero delle Infrastrutture a fine 2020 per la realizzazione di un’ovovia che colleghi Opicina al Molo Quarto. Un’opera inutile e costosa: 45 milioni di Euro per l’infrastruttura e un costo di gestione ordinaria annua di 3,5 milioni. Per Adesso Trieste la città ha bisogno, invece, di una moderna rete di tram.
Con 45 milioni di euro si potrebbe realizzare una linea tramviaria che collegherebbe un asse fondamentale, quello che va dalla Stazione a piazza Foraggi. Questa linea di tram potrebbe essere il primo passo di una rete di trasporto pubblico su ferro più ampia, che preveda almeno 2 linee di tram da completare grazie a ulteriori finanziamenti pubblici ed europei (Recovery Fund e bando annuale del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili): una costiera da Barcola a Campo Marzio e una dalla Stazione a Borgo Sergio.
Un punto di forza di questa proposta è che si allaccerebbe la mobilità urbana alla ricca rete ferroviaria esistente, aprendo la possibilità nel futuro di avere dei collegamenti su ferro, con veicoli di tipo tram-treno, tra Trieste e l’aeroporto di Ronchi a nord e Muggia e in prospettiva anche Capodistria a sud: una sorta di metropolitana leggera della Venezia Giulia per connettere in modo pulito e veloce la città al suo circondario. Il tram è silenzioso, ecologico, capiente e veloce. È di questo servizio di cui Trieste ha bisogno
COSA FAREMO
- realizzeremo uno studio di fattibilità per una infrastruttura di trasporto rapido di massa, inserita nel tessuto urbano per collegare il Porto Vecchio con la città, come un tram e/o tram-treno o filobus ad alta capacità;
- realizzeremo il progetto con il migliore rapporto costi benefici avendo come bussola la rimodulazione della distribuzione dei mezzi di trasporto utilizzati (modal split) nel perimetro urbano, l’abbattimento della produzione di gas serra e l’accessibilità dei mezzi ai diversamente abili;
- chiederemo i finanziamenti (Recovery Fund e bando annuale del MIT) per un’infrastruttura di trasporto rapido di massa che sia veramente al servizio della città e del suo entroterra.
IMPEGNO 4 – Liberi di camminare: Trieste a misura pedone
Nel 2019 il 23% degli spostamenti quotidiani dei triestini è stato fatto a piedi. Un dato importante ma che può e deve crescere (ma il PUMS realizzato dalla giunta Dipiazza prevede che in 10 anni la pedonalità scenderà al 22%). Per aumentare la pedonalità bisogna accrescere la quantità e la qualità delle aree pedonali, in particolare nelle periferie, e dei marciapiedi, avendo particolare cura nella progettazione ai bambini, agli anziani e alle persone con disabilità, che devono potersi muovere in modo sicuro, piacevole e senza ostacoli.
COSA FAREMO
- realizzeremo entro il 2022 un “pediplan” per individuare gli assi prioritari della mobilità pedonale che garantiscano spazio (pedonalizzazioni o marciapiedi molto ampi), qualità (verde ed arredo urbano) e sicurezza negli attraversamenti pedonali;
- realizzeremo strade E-bis e F-bis, ovvero itinerari ciclopedonali locali, urbani, extraurbani o vicinali, destinati prevalentemente a pedoni e biciclette, caratterizzati da una sicurezza intrinseca a tutela dell’utenza debole della strada;
- organizzeremo domeniche ecologiche nel centro e nei rioni più periferici per promuovere pedonalità e stili di vita sani;
- istituiremo un ufficio dedicato all’accessibilità urbana e un tavolo permanente multidisciplinare che si occupi di promuoverla;
- adotteremo un Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) concepito in modo organico e diffuso su tutto il territorio comunale, con una prospettiva nettamente diversa rispetto al piano inserito dall’attuale Amministrazione all’interno del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS).
IMPEGNO 5 – Trieste pedala
La promozione dell’uso della bici è fondamentale per ridurre il traffico e migliorare la qualità dell’aria a Trieste. Queste opportunità possono essere colte anche grazie allo sviluppo tecnologico delle bici a pedalata assistita ma soprattutto rendendo sicuro e comodo muoversi in bici a Trieste.
I dati del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile realizzato nel 2020 hanno mostrato 2 dati contrastanti:
- attualmente sono solo il 2% dei triestini a usare quotidianamente la bici come mezzo di mobilità quotidiana;
- a Trieste gli spostamenti in centro nelle ore di punta inferiori a 4 km sono il 54,4% del totale. Quattro km è una distanza che può essere percorsa in bici in 15 minuti.
A questi dati si aggiunge quanto mostrato da un sondaggio SWG dove è emerso che il 20% della popolazione pensa “spesso” che, se esistesse una pista ciclabile sul tragitto casa-lavoro, preferirebbe lasciare ferma l’auto e pedalare.
COSA FAREMO
- realizzeremo un asse della rete portante del Pi-Greco (che prevede un percorso lungo le Rive, e due che penetrano le principali valli della città fino al rione di San Giovanni e l’altro fino a via Cumano) all’anno con corsie ciclabili, ponendo particolare cura alla sicurezza nelle intersezioni:
- asse Barcola-centro-Muggia
- asse Rive-San Giovanni
- asse Rive-via Cumano
- promuoveremo una ciclabilità diffusa con strumenti di moderazione della velocità;
- raddoppieremo le stazioni di bikesharing, partendo dai punti più frequentati dai giovani e prevedendo l’abbonamento gratuito agli under 25;
- attueremo un piano per il posizionamento di stalli per bici sfruttando finanziamenti regionali;
- chiederemo un tavolo con la Regione affinché la ciclabile del Carso, già finanziata, e quella della strada Costiera vengano realizzate.
IMPEGNO 6 – Per un trasporto pubblico comodo, veloce e inclusivo
Nel 2019, a Trieste nell’ora di punta del mattino (7.30 – 8.30), il 54% degli spostamenti è stato effettuato con un mezzo privato (auto, moto) e solamente il 22% con trasporto pubblico. Per noi di Adesso Trieste è fondamentale modificare questa situazione, ponendoci come obiettivo al 2031 una distribuzione della mobilità tra trasporto pubblico, pedonalità e ciclabilità rispettivamente al 30%, 33% e 10%, riducendo al 27% il trasporto privato.
Per noi di Adesso Trieste, un trasporto pubblico efficiente è anche sinonimo di giustizia sociale, in quanto rende il diritto alla mobilità accessibile e fruibile a tutte e tutti i cittadini, indipendentemente dalla disponibilità economica, dalla fascia di età, dalle capacità fisiche e mentali, dalla zona nella quale si abita.
COSA FAREMO
- avvieremo immediatamente lo studio di fattibilità per la creazione di 2 linee tram urbano (vedi impegno 3);
- aumenteremo le corsie preferenziali dedicate ai bus, dotandole di semafori sincronizzati per aumentare la velocità commerciale dei mezzi e ridurre la durata media dei tragitti;
- apriremo un tavolo con la Regione per l’inizio della sperimentazione di autobus con alimentazione alternativa (biometano prodotto dalla filiera del compostaggio dei rifiuti umidi, ibrida, elettrica)
- con la prospettiva della mobilità pubblica gratuita per l’intera cittadinanza, inizieremo con delle sperimentazioni che coinvolgeranno le fasce più deboli della cittadinanza e i bacini di utenza per i quali il trasporto pubblico è essenziale, destinando una parte degli utili che il Comune di Trieste riceve annualmente come azionista di Trieste Trasporti (3.200.000 euro) a:
o abbonamenti gratuiti alle persone destinatarie di reddito di emergenza, integrazioni di reddito e in generale con ISEE basso;
o abbonamenti gratuiti agli studenti superiori e universitari (e di istituti parificati come il conservatorio), dottorandi e ricercatori iscritti agli enti di ricerca presenti sul nostro territorio con un abbonamento gratuito valido per l’anno accademico di riferimento sull’intero territorio di pertinenza dell’ex Trieste Trasporti;
o un biglietto unico valido il sabato e la domenica a prezzo agevolato;
o famiglie attraverso un biglietto cumulativo di 4 ore;
o estensione notturna delle linee principali e/o servizi a chiamata per collegare il centro con le periferie e i borghi del Carso;
o bus gratuiti in giornate speciali (domeniche ecologiche con chiusura e animazione e di strade, saldi e Natale, azioni di urbanismo tattico…)
- chiederemo alla Regione di attivare una tessera di mobilità per il trasporto integrato, a cui collegare offerte delle aziende di trasporto pubblico e dei servizi privati esistenti sul territorio, realizzando una app dedicata;
- promuoveremo l’intermodalità bici-bus:
- bikebus (attrezzare i bus urbani che vanno in Carso con portabici come fatto a Brescia)
- realizzeremo un posteggio sicuro per le bici in stazione, gratuito per i pendolari con abbonamento Trenitalia.
IMPEGNO 7 – Sviluppare azioni di mobility management
Il Mobility management è un approccio ai bisogni della mobilità fondamentalmente orientato alla gestione delle domanda, che sviluppa ed implementa strategie volte ad assicurare il trasporto delle persone e delle merci in modo efficiente, con riguardo a scopi sociali, ambientali e di risparmio energetico. La gestione della mobilità è un concetto riguardante la promozione della mobilità sostenibile nonché la gestione della domanda di trasporto privato mediante il cambiamento degli atteggiamenti e del comportamento degli utenti.
Il Decreto interministeriale Mobilità sostenibile nelle aree urbane del 27/03/1998 ha introdotto in Italia la figura professionale del responsabile della mobilità: il Mobility Manager. Gli enti pubblici con più di 300 dipendenti per “unità locale” – soglia ridotta a 100 nel 2020 – e le imprese con complessivamente oltre 800 dipendenti, devono individuare un responsabile della mobilità del personale.
COSA FAREMO
- riapriremo il tavolo di lavoro tra i mobility manager d’azienda, coordinato dal mobility manager di Area, per promuovere ed incentivare la mobilità a piedi, in bici e l’uso del trasporto pubblico negli spostamenti casa lavoro;
- favoriremo il mobility management scolastico, come attività strutturale per il cambiamento dei comportamenti individuali di famiglie e ragazzi;
- promuoveremo azioni di divulgazione, formazione e di indirizzo presso le aziende e gli enti interessati ai sensi del decreto;
- assisteremo le aziende nella redazione del Piani Spostamenti Casa Lavoro;
- favoriremo l’integrazione tra i Piani Spostamenti Casa Lavoro e le politiche dell’amministrazione comunale in una logica di rete e di interconnessione modale;
- favoriremo la sperimentazione di servizi di car-pooling e di car-sharing
- promuoveremo gli spostamenti in bicicletta anche per recarsi al lavoro
- monitoreremo gli effetti delle misure attuate in termini di impatto ambientale e decongestione del traffico veicolare.
IMPEGNO 8 – Logistica dell’ultimo miglio
L’esplosione del commercio online, che ha subito una notevole crescita anche a causa dell’emergenza Covid, va ad aggiungersi ai normali flussi di consegna presso le attività commerciali e amministrative della città, determinando un notevole aumento dei problemi nella gestione della logistica dell’ultimo miglio e facendo crescere, anche a Trieste, i problemi di traffico e sosta. La crescita esponenziale si allarga anche al settore agro-alimentare con la diffusione della spesa online e dei servizi di consegna a domicilio. Anche i magazzini delle attività commerciali vengono organizzati diversamente rispetto a quanto accadeva qualche anno fa con una frequenza di consegne maggiore. Tutto ciò deve essere affrontato innovando la gestione della logistica prendendo esempio dalle buone pratiche sviluppate in molte città italiane ed europee. Vanno coinvolti i portatori di interesse per minimizzare l’impatto sulla qualità della vita in città, attivando e incentivando comportamenti virtuosi, contribuendo a sensibilizzare gli utenti e a formare gli operatori ed includendo i veicoli puliti come elemento di valutazione nei bandi pubblici.
COSA FAREMO
- ci attiveremo per individuare soluzioni condivise con gli operatori economici/portatori di interesse, mantenendo un dialogo costante e non episodico sia su pianificazioni ampie, come nel caso del PUMS, che su questioni specifiche;
- realizzeremo entro il 2022 almeno 4 micro-centri di consolidamento per CargoBike (di cui almeno 1 sull’altopiano) in locali di proprietà del Comune per deposito delle bici da carico e consolidamento delle merci in consegna;
- AT promuoverà un piano sosta s/carico che razionalizzi e renda più efficiente l’uso degli spazi sosta disponibili;
- trasferiremo il mercato ortofrutticolo in un sito di proprietà del Comune in zona industriale, integrandolo con un polo della logistica dell’ultimo miglio.
IMPEGNO 9 – Città e strade a misura di bambina e bambino
Il termine sicurezza riferito alla strada viene spesso proclamato come obiettivo dalle amministrazioni pubbliche. Tuttavia, i piani urbanistici, strumenti per il suo raggiungimento, sono stati per lo più sviluppati secondo idee di luoghi esclusivi ed escludenti, poco adatti a un utilizzo dello spazio pubblico fatto di relazioni sociali. Questo è vero soprattutto per bambine e bambini.
Andare a scuola a piedi, possibilmente da soli, su un tragitto scelto attraverso una costruzione collettiva, significa per ogni bambino affermare di essere un individuo, un cittadino e una persona che gode di specifici e inviolabili diritti e vedersi riconosciuto in quanto tale. Quella stessa strada in altri momenti può essere fruita in modi diversi perché diversi sono gli utenti prevalenti e le loro esigenze.
Il compito degli “adulti”, delle amministrazioni, è quello di rispettare i diritti dei bambini e delle bambine non come una gentile e paternalistica concessione “ai piccoli”. Permettere alle bambine e ai bambini di Trieste una mobilità sicura e autonoma per andare a scuola equivale a riconoscere che il luogo pubblico è tale solo se garantisce e accoglie tutti.
Per Adesso Trieste è giunto il momento di fare questo epocale cambio di prospettiva e di ripensare gli spazi urbani, ricercando il benessere e l’inclusione di tutti i cittadini, di qualunque età.
COSA FAREMO
- Metteremo in sicurezza dei percorsi casa-scuola attraverso:
- a. istituzione di ‘strade scolastiche’ (con fasce orarie stabilite)
- b. isole pedonali davanti alle scuole/istituti, con la chiusura definitiva al traffico della via
- c. installazione posteggi bici interni e antistanti alla scuola/istituto
- d. zona 30 e/o moderazione del traffico intorno alla scuola/istituto
- Avvieremo e realizzeremo pedibus e bicibus nella scuola primaria, da inserirsi nella programmazione e nel Piano di Offerta Formativa;
- Costruiremo platee rialzate davanti le scuole;
- Misureremo gli incidenti davanti alle scuole e istituti, con verifiche periodiche e piano per la sicurezza;
- Istituiremo il Mobility Manager (DM 27/03/98) nelle scuole di ogni ordine e grado per coordinare e favorire la mobilità di tutti gli utenti attraverso un coinvolgimento partecipativo degli studenti e degli insegnanti nella pianificazione urbana.