Movimento civico per Trieste - Programma

Partecipazione: una politica con e per le persone per una città bene comune

L’obiettivo di Adesso Trieste, su un arco temporale di almeno di 10 anni, è il miglioramento della qualità delle scelte politico-amministrative, attraverso la proposta di interventi che siano effettivamente legati alle esigenze e necessità dei cittadini e per ridurre il conflitto all’interno della società. 

Lavoriamo per raggiungere gli obiettivi fissati dall’articolo 3 della Costituzione italiana: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. 

Intendiamo disegnare un modello organizzativo che agevoli e faciliti il rapporto tra cittadini e il Comune, senza però che questo rinunci o deleghi ad altri le funzioni di amministrazione tradizionale affidategli per legge. La nuova architettura istituzionale sarà funzionale a promuovere pratiche di  di Amministrazione condivisa con le quali  (in attuazione del principio costituzionale di sussidiarietà orizzontale di cui all’art. 118, co. 4, della Costituzione) i cittadini e il Comune svolgeranno in modo paritario attività di interesse generale, riguardanti la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa dei beni comuni. L’obiettivo è dunque quello di rifondare il rapporto tra l’istituzione comunale e tutti i cittadini (singoli, associati e collettivi) che, a prescindere dai requisiti riguardanti la residenza o la cittadinanza, si attivano per la promozione dell’interesse generale. Tale modello è fondato su relazioni di collaborazione e condivisione, che si ispirano a un insieme di valori e principi generali, quali la fiducia reciproca; la pubblicità e trasparenza; la responsabilità; l’inclusività e l’apertura; le pari opportunità e il contrasto alle forme di discriminazione; la sostenibilità; la proporzionalità; l’adeguatezza e differenziazione; l’informalità; l’autonomia civica; la prossimità e territorialità. 

Riteniamo pertanto che la partecipazione debba essere basata su due elementi fondamentali: la possibilità di partecipazione ai processi decisionali da parte di cittadini e lavoratori e la possibilità che tali processi incidano nelle scelte di gestione e non si riducano a mera consultazione.

IMPEGNO 1 – Approveremo la riforma del decentramento amministrativo

La riforma del sistema delle circoscrizioni si ispira a tre principi cardine: 

  • l’avvicinamento della dimensione circoscrizionale a quella rionale; 
  • la promozione di istituti partecipativi visti come complementari ai processi già esistenti di democrazia partecipativa;
  • rendere il principio di decentramento amministrativo funzionale al principio della città dei 15 minuti (vedi Ecologia – Mobilità – Impegno 1). 

In quest’ottica si delinea una struttura triangolare proiettata sulla riduzione del numero di Circoscrizioni da 7 a 5 – basato su uno studio dei flussi di mobilità, del numero degli abitanti e della densità abitativa nel territorio – con il potenziamento del rione come tassello fondamentale dei processi partecipativi triestini. La struttura proposta si struttura tra Laboratori di Cittadinanza, le nuove Case di Quartiere intese come spazi di aggregazione ibridi/informali dislocati nei rioni della città, e i nuovi Consigli circoscrizionali con funzioni non solo consultive ma anche deliberative.

COSA FAREMO

  • Costituzione di Laboratori di Cittadinanza in ogni area (10 totali)

Ridurremo il numero delle circoscrizioni e dei consigli circoscrizionali eletti con suffragio diretto dalla popolazione da 7 a 5. Tuttavia, ogni circoscrizione sarà suddivisa in 2 aree territoriali al cui interno opereranno i Laboratori di Cittadinanza, composti da cittadini, rappresentanti di associazioni, enti, comitati e servizi che hanno a cuore il bene del quartiere e si attivano per realizzarlo. 

  • Costituzione di una Casa di Quartiere per ogni quartiere (10 totali)

Creeremo le Case di Quartiere, concepite come dei luoghi di aggregazione e di rappresentanza  in spazi ibridi e informali. L’obiettivo è quello di soddisfare le necessità amministrative della popolazione attraverso il decentramento di alcune funzioni amministrative (servizi demografici, assetto del territorio, servizi educativi e scolastici, servizi sociali) tramite il personale comunale. Inoltre, intendiamo rispondere alle necessità di aggregazione informale dei rioni, mettendo a disposizione  spazi adeguati, aperti e accessibili al cui interno possano attivarsi i laboratori di cittadinanza ed essere definiti percorsi di co-progettazione per la cura, la gestione e la rigenerazione dei beni comuni urbani. Le Case di Quartiere saranno degli spazi di tutti ma esclusiva di nessuno. 

  • I Consigli circoscrizionali 

Il ponte di collegamento con l’amministrazione centrale della città restano i Consigli circoscrizionali ai quali, oltre ai poteri consultivi, vengono affidati dei poteri deliberativi nelle materie che interessano la Circoscrizione. Ai Consigli vengono anche delegate materie quali i servizi sociali, i servizi educativi e scolastici, i servizi sportivi, le attività culturali, l’assetto del territorio e i servizi demografici.

  • I Facilitatori di quartiere 

La figura professionale di riferimento dell’amministrazione comunale nelle aree rionali sarà il Facilitatore di quartiere, al quale spetta il compito di costruire nuove connessioni o facilitare quelle esistenti tra Comune e cittadinanza. L’obiettivo è di arrivare alla definizione di progetti condivisi per la cura delle comunità e la gestione e rigenerazione dei beni comuni urbani, garantendo il funzionamento e la programmazione dei lavori dei Laboratori di Cittadinanza. Il Facilitatore viene visto come una figura ibrida, capace di destreggiarsi tra l’amministrazione comunale e la creazione di relazioni all’interno del quartiere. 

  • La Casa della Città 

Il sistema delineato è composto dal Coordinamento dei Laboratori di Cittadinanza e da una Casa della Città funzionale alle necessità dei quartieri stessi. Il Coordinamento dei Laboratori è composto dal Sindaco, da un Assessore, dai Facilitatori di quartiere, da un responsabile amministrativo e da un delegato per ogni Laboratorio di Cittadinanza. 

La Casa della Città viene vista come un soggetto interno al Comune di Trieste con il compito di accompagnare il territorio nei progetti di rigenerazione urbana, mappatura delle competenze, progettazione europea, coordinando il lavoro e le attività delle nuove Circoscrizioni e fornendo le competenze necessarie.  

IMPEGNO 2  – Ci prenderemo cura dei beni comuni

I nostri beni comuni sono tutti quei beni che se arricchiti arricchiscono tutti, e se danneggiati danneggiano e pregiudicano il benessere delle persone e della comunità nel suo complesso. Sono quindi beni comuni urbani i parchi e giardini pubblici, piazze, scuole, infrastrutture, edifici: tutti quei luoghi, cioè, che assumono significato e rilevanza per la comunità locale. 

Adesso Trieste si impegna a dare attuazione al principio costituzionale di sussidiarietà orizzontale (di cui all’art. 118, co. 4) facilitando la libera iniziativa dei soggetti civici, siano essi in forma organizzata (associazioni, cooperative) o meno (gruppi informali, cittadini singoli), nel prendersi cura dello spazio collettivo.  I principi fondamentali del governo dei beni comuni sono l’accessibilità, la cura condivisa e la partecipazione nei processi decisionali.

COSA FAREMO

  • scriveremo e adotteremo il “Regolamento sulla cura, la gestione condivisa e la rigenerazione dei beni comuni urbani”. Attiveremo un percorso partecipato e condiviso per regolamentare e promuovere esperienze di rigenerazione urbana e sociale;
  • stileremo un elenco di beni comuni urbani della Città che versano in stato di parziale o totale inutilizzo i quali, per ubicazione, caratteristiche strutturali e destinazione funzionale, si prestano a interventi di rigenerazione, cura e gestione da realizzarsi mediante forme di governo condiviso;
  • attiveremo percorsi di formazione sulle pratiche di amministrazione condivisa e sui beni comuni, rivolta ai cittadini attivi, alle comunità di riferimento, alle/i dipendenti ed alle/agli amministratrici/ori della città; 
  • attiveremo i Patti di Collaborazione tra il Comune e i cittadini attivi. In seguito a un’attività di co-progettazione, i Patti di Collaborazione permettono di definire un programma di rigenerazione, cura e gestione dei beni comuni e le modalità e gli ambiti di intervento. L’iniziativa può essere diretta e quindi spontaneamente presentata dai cittadini attivi, oppure può essere formulata in risposta a una Consultazione Pubblica promossa dalla Città;
  • faciliteremo la messa in rete delle conoscenze pratiche e forniremo in comodato d’uso gratuito presso le Case di Quartiere beni strumentali necessari per lo svolgimento delle attività previste nell’ambito dei Patti di Collaborazione (biblioteche di attrezzi).

IMPEGNO 3 – Incentiveremo la partecipazione e la co-progettazione anche attraverso gli strumenti digitali

Adesso Trieste si impegna a basare il proprio operato sui principi della trasparenza, della partecipazione pubblica e della collaborazione. Un Comune è trasparente quando fornisce ai cittadini dati e informazioni che lo riguardano in maniera accessibile, comprensibile e riutilizzabile. Un Comune favorisce la partecipazione quando i processi decisionali sono aperti al contributo di tutti. Un Comune incentiva la collaborazione quando è parte di una rete all’interno della quale i singoli enti possono utilizzare strumenti e metodi innovativi per migliorare la cooperazione tra i vari livelli dell’amministrazione e tra enti differenti. 

E’ urgente per questo migliorare l’accesso dei cittadini ai dati prodotti e gestiti dal Comune. Il principio fondamentale degli open data è che i dati pubblici appartengono alla collettività e come tali devono essere ri-utilizzabili da chiunque ne abbia interesse, anche in modo innovativo, per creare strumenti e prodotti utili a sviluppare nuovi servizi.

Adesso Trieste intende sviluppare e adottare, a supporto della vita civica, politica e governativa del territorio, una piattaforma partecipativa basata sui seguenti principi:

– trasparenza e tracciabilità dell’attività di partecipazione;

– apertura a tutti, attraverso programmi di formazione e l’adozione di standard di accessibilità;

– ibridazione online e offline: le pratiche, gli spazi e i processi digitali e in presenza sono connessi e si alimentano reciprocamente.

COSA FAREMO

  • avvieremo iniziative e percorsi formativi per contribuire a ridurre il divario digitale; attiveremo percorsi educativi all’uso di internet e delle tecnologie digitali, con il coinvolgimento attivo delle scuole di tutti i gradi, delle associazioni locali e delle case di riposo e RSA; istituiremo uno Sportello Pronto Digitale in ogni quartiere, all’interno delle Case di quartiere;
  • costituiremo un Gruppo di Lavoro Open Data (come previsto dalle Linee guida nazionali per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico, 2017); 
  • sosterremo le azioni di hacking civico, una pratica indotta dal senso civico che presuppone una certa dimestichezza con le tecnologie digitali, atta a utilizzare dati pubblici per sviluppare applicazioni che portino benefici tangibili alla collettività;
  • Costruiremo una piattaforma partecipativa di democrazia digitale (e-democracy). La piattaforma sarà utile a promuovere numerose azioni, tra cui per esempio bilanci partecipativi, referendum, iniziative.
  • Adotteremo lo strumento del bilancio partecipativo in ogni quartiere per promuovere la partecipazione dei cittadini alle politiche pubbliche locali, e in particolare, al bilancio preventivo di un quartiere, cioè alla previsione di spesa e agli investimenti pianificati. Secondo la riforma di decentramento amministrativo proposta da AT, ogni Laboratorio di Cittadinanza (vedi Partecipazione – Impegno 1, punto 1) potrà dotarsi di tale strumento.

IMPEGNO 4 – Riporteremo i servizi essenziali nelle mani del pubblico 

Ad oggi circa un migliaio di città di piccole e grandi dimensioni ha risposto al costante peggioramento della qualità dei servizi essenziali e al continuo aumento dei prezzi, riportando sotto il controllo della gestione pubblica locale servizi privatizzati. Da quando ad esempio la società che si occupa dei servizi pubblici essenziali è stata dapprima privatizzata e in seguito assorbita dal Gruppo Hera S.p.a. si è verificata progressivamente una diminuzione del radicamento territoriale dell’azienda, con la perdita di posti di lavoro, impoverimento del know-how attraverso l’aumento delle esternalizzazioni e mancati investimenti. 

COSA FAREMO

  • avvieremo il processo di ripubblicizzazione dei servizi pubblici essenziali attraverso la costituzione di comitati di lavoratori e utenti dei servizi pubblici locali per riprogettare  la gestione di sistema. La partecipazione attiva dei cittadini e dei lavoratori è parte integrante della proposta;
  • attiveremo fiducia e processi di collaborazione fra una pluralità di soggetti che non sono solo portatori di interessi, ma anche di risorse e di istanze di cambiamento; 
  • introdurremo nei CDA delle aziende partecipate dal Comune una forma organizzativa in uso in altri Paesi, il Consiglio del Lavoro, che valuti strategie aziendali, decisioni di localizzazione, condizioni e organizzazione del lavoro, impatto delle innovazioni tecnologiche su lavoro, retribuzioni e ambiente. Nei Consigli si siederebbero anche rappresentanti di consumatrici e consumatori e di attori interessati dall’impatto ambientale delle decisioni.

IMPEGNO 5 – Cooperazione Internazionale e Area Metropolitana

Trieste deve riacquistare la propria centralità nei confronti del suo naturale entroterra europeo e, sempre grazie alla sua posizione geografica diventare una città-ponte con il Mediterraneo. In questi anni le istituzioni scientifiche presenti sul territorio, così come l’Autorità portuale, hanno sviluppato importanti progetti e rapporti internazionali che rischiano però di far passare in secondo piano i rapporti di vicinato verso le municipalità slovene e croate della costa istriana e le capitali europee quali Vienna e Lubiana.

L’inattività del Comune di Trieste in questo ambito è lampante anche nell’ambito degli strumenti più classici quali i gemellaggi istituzionali e la cooperazione territoriale europea. Si pensi che nell’ultimo settennato di programmazione comunitaria, l’Obiettivo “Cooperazione Territoriale Europea” ha rappresentato un’importante fonte di finanziamento per i soggetti della nostra regione, attraendo, con 214 progetti finanziati, quasi 95 MIL € di risorse aggiuntive alla programmazione dei fondi assegnati nel periodo 2014-2020 nel quadro dell’Obiettivo “Investimenti per la crescita e l’occupazione”. Peccato dunque che il Comune di Trieste non sia riuscito ad attingere a un singolo euro da questa fonte di finanziamento che risulta essenziale per la crescita europea del nostro territorio.

Necessario quindi appare in tale contesto approcciarsi anche a nuove forme di accorpamento tra enti locali che rappresentino il superamento dell’attuale logica politica dei “compartimenti stagni” per abbracciare, in una visione più ampia, l’organizzazione degli spazi urbani e dei processi socio-economici anche in un’ottica transnazionale. L’opportuna soppressione delle province, il deludente esperimento delle UTI e l’inutile istituzione degli Enti di Decentramento Regionale possono trovare soluzione nel naturale assetto della città, intesa come Area Metropolitana: se noi osserviamo Trieste nel tempo, essa ne mantiene le caratteristiche, pur variandole ed adattandole alle condizioni socioeconomiche , geopolitiche e culturali che sono profondamente mutate nel corso degli anni. Il nuovo ente, perfettamente sovrapponibile alla vecchia Provincia dal punto di vista dei confini amministrativi, si connota per una diversa missione e identità: quella di essere una nuova comunità locale “motrice” dello sviluppo, in coerenza con gli obiettivi e le dinamiche del processo dell’Europa delle Regioni.

La mancanza dunque di una visione internazionale e la difficoltà di attuazione e gestione dei fondi europei, hanno allontanato da queste opportunità l’amministrazione comunale e interi comparti settoriali del territorio. Per la programmazione 2021-2027, diventa dunque rilevante investire nella capacità amministrativa del Comune, attraverso azioni strutturate ad hoc per accompagnare il territorio nella crescita che le opportunità di cooperazione possono offrire.

COSA FAREMO

  • Svilupperemo un piano delle relazioni internazionali in coerenza con il programma di governo di Adesso Trieste. Individuati gli obiettivi prioritari per la città, verranno attivati dei partenariati, anche attraverso gli strumenti finanziari messi a disposizione dalla Commissione Europea, con soggetti omologhi di altri paesi per lo sviluppo di progetti incentrati sulla gestione del territorio e l’implementazione di servizi.
  • Entreremo a far parte di alcune reti europee e internazionali (ad es. ICLEI, ALDA, ecc) individuando e scambiando le buone pratiche nelle materie di competenza comunale e prendendo parte alle iniziative di rafforzamento istituzionale organizzate dalle suddette reti
  • Rinnoveremo l’Ufficio Affari Internazionali del Comune potenziando i servizi e le attività attraverso l’impiego di risorse umane adeguate per intercettare le opportunità di finanziamento europeo in sinergia e collaborazione con l’Ufficio di collegamento della Regione FVG a Bruxelles
  • Rilanceremo una strategia di area vasta transfrontaliera verificando e operando verso la definizione di una Area Metropolitana insieme ai comuni dell’ex Provincia di Trieste e successivamente dei Comuni sloveni confinanti. Tale strategia sarà incentrata sulla valorizzazione e lo sviluppo economico e turistico del Carso, territorio unico per la sua natura e la sua storia. Verranno quindi capitalizzati i risultati del progetto strategico Carso/Kras finanziato dal Programma di Cooperazione Transfrontaliera ITA/SLO 2007-2013 che ha posto le basi e gli indirizzi per una pianificazione territoriale congiunta che miri a salvaguardare l’area transfrontaliera senza però ostacolarne lo sviluppo, anche in ottica della costituzione di un “GeoParco sul Carso”;
  • Porteremo Trieste a confrontarsi e ai livelli delle altre Aree Metropolitane Europee (Barcellona, Lisbona, Riga, Brno, Amburgo, Norimberga e tutte le altre 50 del Network Metrex) per acquisire un ruolo fondamentale nelle politiche di coesione 2021-2027 e concentrare le energie e valorizzare le politiche territoriali in modo coerente agli obiettivi previsti per il nuovo ciclo di programmazione europeo e l’ottenimento dei relativi finanziamenti.