Movimento civico per Trieste - Programma

Mercato del lavoro

Manifestazione sindacale con striscione rosa contro i salari sotto 5 euro.

Secondo i dati dell’Osservatorio Regionale del Lavoro, negli ultimi due anni a essere stati colpiti dalla crisi sono stati soprattutto donne e giovani impiegati in settori a minor valore aggiunto. Trieste è una città di servizi, terziario e commercio: l’80% degli occupati (100mila su poco meno di 200mila abitanti) è in questi settori, con una prevalenza femminile e a bassa qualificazione professionale. La situazione non era rosea già prima del 2020, ma la pandemia ha inevitabilmente infierito, colpendo le fasce con meno tutele con le noti crisi del terziario, turismo, commercio, disoccupazione. Il tanto atteso Recovery Plan – per come sarà gestito – non sarà certo sufficiente a salvare la situazione. 

Per Adesso Trieste è arrivato il momento di ripensare davvero l’occupazione e il lavoro, dando l’occasione alle cittadine e ai cittadini di poter restare o di poter tornare. È venuto il momento di rivendicare discontinuità vera, di progetti e programmi, con altre politiche per un diverso modello di sviluppo e di crescita demografica del paese.

Motto: Lavoro degno, occupazione in crescita, nel rispetto delle persone e dell’ambiente

IMPEGNO 1  – Diritti al lavoro

A Trieste gli appalti pubblici, attraverso la logica del massimo ribasso, favoriscono lo sfruttamento di chi lavora. È intollerabile che delle lavoratrici e dei lavoratori che operano dentro imprese private vincitrici dei bandi pubblici siano costrette/i a lavorare per quattro o cinque euro all’ora – come accade nei nostri musei, o con forme di tirocinio che nemmeno sono assimilate a dei rapporti di lavoro. Adesso Trieste inviterà  le forze politiche, le  associazioni dei lavoratori, gli imprenditori a confrontarsi per superare le ricadute locali dell’emergenza sanitaria, economica e sociale, e attuare ogni iniziativa possibile per difendere occupazione e lavoro. Le politiche del lavoro e le politiche demografiche vanno riallineate all’interno di un nuovo modello di governo del mercato del lavoro rispetto al quale il Comune deve saper fare quanto di sua competenza, promuovendo lavoro stabile e ben retribuito attraverso l’intervento della mano pubblica. In questo modo sarà possibile garantire e gestire un rapporto più avanzato e credibile con le imprese che assumono e intendono investire sul territorio, motivando la partecipazione di lavoratori, aziende e imprese a concorrere in una direzione proficua  e utile per il bene comune. Oltre alle scelte strategiche che la città deve promuovere per raggiungere un modello di sviluppo sostenibile e ad alta tecnologia, servono delle iniziative immediate da parte del Comune per definire degli strumenti per orientare la co-progettazione con i soggetti del terzo settore, in particolare cooperative tipo B che si occupano di inserimento lavorativo delle persone vulnerabili, persone con disabilità, disoccupati di lungo periodo, esodati, donne con difficoltà a reinserirsi nel mercato del lavoro. 

COSA FAREMO

  • Apriremo tavoli di confronto con le imprese, le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria  per garantire il lavoro stabile e di qualità nei pubblici esercizi, e agirà con gli strumenti a sua disposizione per contrastare le esternalizzazioni, spesso finalizzate alla compressione dei costi e dei diritti del lavoro
  • Introdurremo dei criteri di selezione in sede di presentazione dei bandi  che promuovano la tutela del lavoro, la sua continuità occupazionale, contrattuale, nonché la garanzia di una retribuzione equa e dignitosa e contrasterà il lavoro irregolare nei pubblici esercizi  e nel settore del turismo, facendoci garanti della continuità e stabilità occupazionale e contrattuale negli appalti;
  • AT redigerà un protocollo degli appalti pubblici improntato alla responsabilità sociale, al quale fare aderire le imprese interessate a fornire servizi all’Amministrazione comunale. Il protocollo definirà condizioni delle prestazioni lavorative improntate a standard dignitosi in termini di rispetto delle norme, dei contratti di lavoro e di principi di equa retribuzione. Un’altra priorità sarà consentire un maggiore accesso all’occupazione da parte di disoccupati di lunga durata, persone appartenenti a categorie svantaggiate, persone che versano in situazioni di povertà o a rischio di esclusione sociale. A questo scopo i criteri di aggiudicazione degli appalti, insieme all’alta qualità delle prestazioni e alla congruità dei relativi costi, terranno conto della soddisfazione di queste esigenze nell’attribuzione dei punteggi. Su queste materie saranno favorite pratiche di coprogettazione di servizi e standard tra PA e terzo settore, con l’obiettivo di rispondere ai bisogni delle fasce più deboli.
  • Realizzeremo progetti  di valorizzazione del lavoro in ogni sua forma, con clausole sociali a salvaguardia dei diritti di chi lavora, con particolare attenzione al lavoro di assistenza e cura, al lavoro stagionale, a quello  transfrontaliero;
  • Istituiremo la Carta dei diritti dei lavoratori e lavoratrici del settore culturale;
  • Promuoveremo, con tutte le categorie nel ridisegno di valorizzazione della specificità triestina, di un marchio di sostenibilità sociale e ambientale;
  • Istituiremo La Carta dei diritti fondamentali del lavoro digitale nel contesto urbano: le nuove tecnologie stanno favorendo la nascita di nuove occupazioni, ma alcune di queste sono scarsamente tutelate. L’amministrazione locale deve appoggiare le richieste dei lavoratori della Gig Economy, di chi è più svantaggiato all’interno della filiera dei servizi alla persona e della distribuzione (il settore del “delivery”), mettendo a disposizione tutte le risorse e iniziative necessarie per riconoscere la dignità di chi lavora anche in questo settore;
  • Garantiremo spazi e diritti ai lavoratori delle consegne, i quali verranno coinvolti in un processo di mediazione e di progettazione di spazi adeguati al loro mestiere (servizi igienici, spogliatoi, ciclofficine); verranno inoltre concessi degli spazi nei quali permettere l’attivazione di reti di solidarietà e organizzazione sindacale, accompagnate da esperienze di mutuo aiuto. Nelle piazze maggiormente frequentate dai fattorini, inoltre, introdurremo delle bacheche sindacali;
  • Concederemo agevolazioni agli esercenti che promuovono lavoro di qualità per i propri dipendenti, introducendo un bollino-etico, distribuito dal Comune ai locali particolarmente virtuosi, e, ferma restando la necessità di mantenere momentaneamente la gratuità dei Dehors per tutelare la salute e l’economia in situazioni contingenti come quella attuale, in futuro proponiamo di reintrodurre le imposizioni garantendo però delle agevolazioni per gli esercenti che occupino il proprio personale con forme contrattuali che garantiscano stabilità occupazionale e diritti;
  • Realizzeremo a Trieste uno spazio pubblico per consentire l’attivazione di esperienze avanzate di coworking per supportare il lavoro agile e da remoto.

IMPEGNO 2 – Difendiamo l’artigianato e l’impresa artigiana, il commercio, i servizi e il terziario

Adesso Trieste ritiene di primaria importanza la valorizzazione e difesa delle botteghe di quartiere, dei negozi di prossimità, delle rivendite di prodotti alimentari a km0, eco-solidali e dei servizi rionali diffusi. Il numero di strutture della grande distribuzione organizzata è già sproporzionato al numero di abitanti della città – in costante calo. È invece necessario appoggiare le iniziative rionali di commercio, produzione artigianale, iniziative sociali e terziario, anche attraverso politiche di riuso e ripristino degli spazi e ambienti oggi abbandonati a condizione di una garanzia di stabilizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici.

Il Comune che vogliamo costruire presta attenzione a creare un ambiente urbano di qualità, dove la cittadinanza possa trovare nel proprio rione tutti i servizi di cui ha bisogno e che valorizzi e agevoli le attività che si dimostrano rispettose delle lavoratrici e dei lavoratori oltre che dell’ambiente. 

COSA FAREMO

  • Creeremo un ambiente di qualità che agevoli il piccolo commercio e i mercati rionali, grazie agli interventi di rigenerazione urbana che promuoveremo in tutti i rioni di Trieste (vedi Sociale ed Ecologia – Mobilità, Verde);
  • Agevoleremo le attività che dimostrino attenzione all’ambiente, ad esempio con lo sgravio della Tari per chi vende prodotti sfusi o con imballaggi riutilizzabili o pratichi politiche di vuoto a rendere (vedi Ecologia – Rifiuti); 
  • Rivedremo e porteremo all’approvazione del Consiglio Comunale il Piano di Settore relativo al commercio. Il Piano punterà alla tutela delle piccole attività rionali e frenerà il l’insediamento di nuovi centri commerciali o supermercati sul territorio comunale, che sono già in numero esagerato rispetto alla popolazione;
  • Rivedremo le previsioni urbanistiche del Piano Regolatore Generale, limitando le destinazioni d’uso commerciali in favore dei piccoli esercenti;
  • Riscriveremo le norme sulla concessione, il mantenimento e la disciplina  degli spazi ristoro all’aperto, condizionandone l’ammissibilità alla regolarità e qualità del lavoro, e garantendo deroghe e vantaggi agli esercenti che gestiscono le attività solo in presenza, tra le altre condizioni richieste, della garanzia di elevati standard di qualità e stabilità  del lavoro; 
  • Promuoveremo le condizioni di lavoro virtuose, di alta qualità e con efficaci relazioni sindacali in tutti gli uffici, settori, località e situazioni attinenti alla pubblica amministrazione, al fine di assicurare elevati standard di qualità e lavoro nel contesto delle attività e dei servizi gestiti dal Comune, sia in prima persona, sia come soggetto appaltante, sia ancora come componente della compagine societaria delle società partecipate;
  • Valideremo servizi e attività dati in appalto tramite intese e protocolli che stabiliscano  di finalizzarne le modalità operative ed esecutive, applicando, oltre gli standard di qualità del lavoro, l’inclusività  e le garanzie di  continuità e stabilità occupazionale.
  • Gestiremo spazi comunali sfitti e sottoutilizzati al fine di favorire l’insediamento di attività artigianali in tutti i quartieri della città; ci impegneremo, dunque, a creare delle microaree di sviluppo economico di piccoli artigiani in modo da rivitalizzare il settore e favorire l’insediamento di nuove attività economiche (vedi punto sulla riqualificazione urbana). 
  • Promuoveremo una rete virtuosa fra piccole imprese artigiane. Per fare questo vogliamo porci come soggetto attivo nell’intercettazione di fondi e finanziamenti direzionati allo sviluppo e alla formazione della piccola (e micro) impresa. Relazioni di reciproca utilità fra piccole e microimprese vanno favorite e incentivate. 
  • Stabiliremo un dialogo continuo e costruttivo con le associazioni di categoria al fine di evidenziare e rispondere alle esigenze dei e delle commercianti e degli e delle artigiane. Per creare le microaree di sviluppo economico agiremo come facilitatori nel favorire un dialogo costruttivo fra associazioni di categoria, imprese e istituti di ricerca e trasferimento tecnologico della città.
  • Sosterremo e incentiveremo il passaggio generazionale attraverso progetti capaci di coinvolgere generazioni diverse in modo da far incontrare tradizioni, saperi e competenze degli e delle artigiane con conoscenze e competenze digitali proprie di giovani al termine del loro percorso formativo. Oltre a favorire il passaggio generazionale progetti di questo tipo sono di primaria importanza per evitare ed anzi – valorizzare – mestieri che sono a rischio estinzione.

IMPEGNO 3 – Costruiamo innovazione sociale

L’innovazione sociale punta a rispondere in modo innovativo ai bisogni della società che non trovano risposta adeguata nel settore pubblico e in quello privato.  Si riferisce a norme etiche, come le pratiche di commercio equo e il rispetto per i diritti dei lavoratori, o a dei valori come la giustizia, la solidarietà e la cooperazione. Presuppone inoltre nuove forme di collaborazione tra pubblico, privato e terzo settore che facciano da leva per rendere la spesa pubblica più efficace nel raggiungimento di risultati ambientali e sociali, e per attrarre maggiori risorse finanziarie da parte della cosiddetta finanza a impatto sociale. Gli investimenti a impatto sociale sono costituiti da capitali orientati a creare un impatto positivo nella comunità, e al contempo interessati a far crescere iniziative sostenibili di impresa sociale. Per permettere a questo tipo di investimenti di affluire nel territorio vanno messe in rete e condivise le risorse economiche, culturali e sociali di un territorio. La formula di base è che dove c’è più capitale sociale è più facile attivare innovazione sociale. Per questo motivo, laddove l’amministrazione pubblica è più attenta al sociale, al movimento cooperativo e all’associazionismo, sarà maggiormente possibile attivare le reti collaborative e utilizzare e accumulare risorse. Per Adesso Trieste il Comune, come istituzione di prossimità, deve avere un ruolo strategico nel mettere a sistema questi soggetti per favorire lo scambio d’informazioni e conoscenze, consentendo anche a soggetti distanti di potersi incontrare. Il Comune svolgerà quindi una funzione di facilitatore per la creazione di un perimetro in cui welfare e sviluppo economico possano reciprocamente svilupparsi.

COSA FAREMO

  • Svolgeremo un iniziale lavoro di tessitura con le reti degli attori che sul territorio si candidano ad avere un ruolo nei processi di innovazione sociale, mappando i loro progetti, creando forme di collaborazione e agendo in funzione di supporto a questi soggetti. Attraverso la creazione di un sistema locale i soggetti e gli attori potranno più facilmente interagire tra di loro creando valore e diventando un riferimento anche per le amministrazioni stesse nello sviluppo delle proprie attività;
  • Introdurremo un sistema di valutazione al fine di misurare gli impatti delle scelte politiche sia dal punto di vista dell’efficienza e dell’allocazione delle risorse che in termini di efficacia, ossia guardando il livello di raggiungimento di obiettivi strategici al di là della logica economico-finanziaria;
  • Forniremo servizi di accompagnamento che sviluppino le capacità imprenditoriali di nuovi soggetti che hanno idee interessanti e dagli impatti sociali importanti e che, di conseguenza, attraggano capitali di rischio;
  • Metteremo a disposizione le informazioni in proprio possesso per esempio aprendo i dati rendendo trasparente le azioni pubbliche (vedi Partecipazione – Impegno 3);
  •  Sposteremo il campo d’azione del Comune anche dal punto di vista finanziario. Dal impegno e supporto al finanziamento del livello micro delle singole esperienze a quello sistemico delle politiche ragionando come un facilitatore di sistema e agendo come un centro di collegamento/hub per il settore finanziario. Definiremo pertanto accordi e strategie con fondazioni bancarie, grandi imprese, banche, investitori per la creazione di fondi di garanzia e di altri strumenti che mitighino il rischio per gli investitori;
  • Faremo ricorso a “premi” o incentivi per chi si fa parte attiva nelle iniziative di innovazione sociale e voucher spendibili per chi ne usa i servizi;
  • Ci faremo promotori per il territorio di iniziative di innovazione sociale presentando proposte sui fondi strutturali europei e nazionali e, allo stesso tempo svolgendo un ruolo di “supporto tecnico” per i soggetti interessati a partecipare a bandi europei sui programmi e sulle iniziative a supporto dell’innovazione sociale.

IMPEGNO 4 – Scopriamo e tuteliamo i nostri prodotti di terra e mare  

Il territorio di Trieste, per le sue particolarità ambientali, paesaggistiche, naturali,  deve optare per un modello di agricoltura eco-sostenibile, di valorizzazione delle specificità e delle produzioni tipiche del settore enologico, caseario, oleario.

Il Comune dovrà difendere le produzioni D.O.C., salvaguardando la loro originalità e storia (si pensi al contenzioso Prosecco-Prosekar) ripristinando le condizioni per lo sviluppo e l’occupazione delle attività a essa collegate, con significative risorse e iniziative periodiche, sostenendo l’imprenditorialità familiare, diffusa e aziendale, cooperativistica e sociale degli operatori del Primo Settore.

Adesso Trieste ritiene che l’attività del distretto ittico, nei diversi aspetti e fasi in cui essa si svolge, vada valorizzata e difesa con adeguati interventi di carattere operativo, gestionale, di risorse. Adesso Trieste si impegnerà a rivendicare obiettivi di protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini come previsto da direttive Comunitarie, promuovendo una rete formata da operatori economici, pescatori, ricercatori scientifici e universitari. (vedi Ecologia – Tutela del Mare ed Economia Blu – Impegno 2). 

Nel ritenere anche i due settori fondamentali per una migliore qualità della vita, andrà valutata l’opportunità di politiche dei giusti prezzi per i produttori, tutele adeguate ai lavoratori, una giusta attenzione alla sostenibilità ambientale e alla tutela delle caratteristiche orografiche e geomorfologiche dei terrazzamenti (pastini).   

COSA FAREMO

  • Introdurremo  un marchio che certifichi l’origine e la qualità dei prodotti, nonché il rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori al fine di sostenere le imprese agricole del territorio;
  • Introdurremo requisiti e criteri stringenti in termini di diritto del lavoro e sostenibilità ambientale nei bandi degli appalti redatti dal Comune per l’erogazione dei servizi mensa nelle scuole, promuovendo in particolare l’attivazione di reti per la produzione e distribuzione di prodotti alimentari a km 0;
  • Concederemo spazi pubblici adeguati a favorire le attività di gruppi di acquisto solidale e reti di produttori locali;
  • Istituiremo la figura del responsabile/coordinatore del settore primario, nell’ambito di un ripensamento degli assessorati e delle loro competenze.