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Quanto valgono la sicurezza e il diritto allo studio?

Crollo del soffitto in aula scolastica con detriti, banchi spostati e persone all’ingresso.

È l’8 ottobre del 2021 quando le studentesse e gli studenti del Liceo Petrarca scendono in piazza a rivendicare il diritto a frequentare le lezioni in edifici salubri e sicuri. Il motivo è il crollo di parte del soffitto di un corridoio e di alcune aule dell’edificio di largo Sonnino, succursale della sede principale di via Rossetti.

Passa una settimana e a loro si uniscono in corteo più di mille studenti di altri istituti superiori che a Trieste condividevano e condividono ancora situazioni di precarietà delle strutture.

La soluzione temporanea per permettere la prosecuzione delle lezioni viene identificata nell’ex sede del magistero in via Tigor, tra quelle che qualcuno in città ama definire “soluzione tampone”.

È il 13 dicembre del 2024 e un nuovo cedimento del soffitto interessa anche la “soluzione tampone”.

Al momento la comunità scolastica del Petrarca si trova con due sedi succursali inagibili:

  • sede di via Tigor: i circa 400 studenti non vi rientreranno prima delle vacanze natalizie, vista la necessità di determinare la causa del crollo e le urgenti operazioni di messa in sicurezza. Si vedrà nel 2025.
  • sede di largo Sonnino: l’avvio dei lavori è avvenuto solo qualche settimana fa, in ritardo di un anno rispetto al programma. Una situazione arenata da tempo, considerata la sospensione dei lavori di manutenzione previsti nel 2020 a causa di infiltrazioni mafiose nella ditta vincitrice della gara indetta dall’UTI proprio per il rifacimento degli intonaci. I lavori ora avvengono sotto la supervisione dell’EDR (Ente di Decentramento Regionale, delegato all’edilizia scolastica degli istituti superiori), creatura regionale nata dalle ceneri delle sopracitate UTI (Unioni Territoriali Intercomunali) che a loro volta vennero create sulle spoglie delle Province, già peraltro sulla via della resurrezione.

Non è che tra le morti e le nascite di enti diversi qualcuno abbia perso qualche passaggio e l’attenzione necessaria a garantire la sicurezza di studenti, insegnanti e di chi opera nella scuola in generale, è venuta meno?

Ci è inoltre saltato all’attenzione un articolo apparso sul quotidiano locale lo scorso mercoledì 11/12 (prima dell’incidente, quindi), che riportava le dichiarazioni di Beatrice Bertossi, rappresentante dell’Unione degli Studenti FVG: la finanziaria regionale (ieri varata dall’esecutivo di piazza Oberdan senza alcun coinvolgimento delle parti sociali, dei sindacati e dei cosiddetti portatori di interesse) per il prossimo anno riduce di 22 milioni le risorse dedicate all’istruzione pubblica, mentre salgono i finanziamenti agli istituti privati.

E allora ci chiediamo: quanto vale la sicurezza e il diritto all’istruzione per chi governa? È accettabile che le studentesse e gli studenti continuino a studiare in condizioni precarie, mentre si riducono risorse all’istruzione pubblica o si spostano responsabilità da un ente all’altro? La scuola dovrebbe essere un luogo di crescita e formazione, non un rischio per la vita.

È il momento di pretendere scelte concrete e date certe di realizzazione delle opere: non soluzioni tampone, ma un impegno serio e duraturo per garantire strutture sicure e un’istruzione pubblica di qualità per tutte e tutti.