In queste ore le socie e i soci di Adesso Trieste hanno ricevuto le indicazioni per poter contribuire alla scelta delle priorità programmatiche dell’associazione, a partire da una selezione di 24 punti operata dal Coordinamento Politico a partire dal programma approvato dall’Assemblea Cittadina il 2 luglio scorso. Se sei una socia o un socio di AT e non hai ricevuto la comunicazione nella tua casella mail, scrivici all’indirizzo info@adessotrieste.eu. Se non sei ancora iscritta/o e vuoi farlo, compila il form a questo indirizzo e versa la quota sociale di 15 €.


  • PORTO VECCHIO E BUONA OCCUPAZIONE – Invertire il crollo demografico di Trieste creando occupazione di qualità per i giovani, con un parco eco-produttivo in Porto Vecchio 

L’idea di Porto Vecchio prevalentemente residenziale, concepito come un completamento del centro storico cittadino è ricorrente nelle ipotesi delle amministrazioni comunali che si sono avvicendate negli ultimi vent’anni. Le scelte politiche in campo urbanistico della Giunta Dipiazza difendono un modello di sviluppo che appartiene al passato e non più sostenibile, esclusivamente incentrato sul mercato immobiliare e sull’erogazione di servizi, giocato al ribasso sul costo del lavoro.  AT creerà in Porto Vecchio un parco eco-innovativo, che combini ricerca, impresa e residenzialità, grazie a un percorso di progettazione partecipata, coinvolgendo mondo della ricerca, mondo imprenditoriale, Autorità portuale e altri portatori di interesse con l’obiettivo di definire le condizioni per l’insediamento di nuove attività economiche ad alto tasso tecnologico e improntate alla sostenibilità. 

  • DIGNITÀ DEL LAVORO: una nuova responsabilità sociale nel pubblico e nel privato

Pubblica Amministrazione: A Trieste gli appalti pubblici, attraverso la logica del massimo ribasso, favoriscono lo sfruttamento di chi lavora. È intollerabile che delle lavoratrici e dei lavoratori che operano dentro imprese private vincitrici dei bandi pubblici siano costrette/i a lavorare per quattro o cinque euro all’ora – come accade nei nostri musei, o con forme di tirocinio che nemmeno sono assimilate a dei rapporti di lavoro.

Introdurremo dei criteri di selezione in sede di presentazione dei bandi che promuovano la tutela del lavoro, la sua continuità occupazionale, contrattuale, nonché la garanzia di una retribuzione equa e dignitosa e contrasterà il lavoro irregolare nei pubblici esercizi e nel settore del turismo, facendoci garanti della continuità e stabilità occupazionale e contrattuale negli appalti. 

Terziario: L’occupazione della città è fortemente concentrata nel terziario: bisogna intervenire per garantire qualità occupazionale in questo settore caratterizzato da lavoro precario, sottopagato e – spesso – privo di tutele. Introdurremo, ad esempio, un bollino-etico  che verrà distribuito agli esercenti particolarmente virtuosi che promuovono lavoro di qualità per i propri dipendenti.

  • RILANCIO DEL MERCATO COPERTO E DELLE BOTTEGHE DI QUARTIERE

Il Mercato Coperto è per noi un esempio della necessità di un nuovo modo di gestire il commercio in città, valorizzando e tutelando i prodotti, la storia e l’identità dei luoghi. Nel Mercato Coperto va tutelato il piccolo commercio a km zero, mescolando attività commerciali e artigianali, favorendo eventi culturali e aggregativi, anche sfruttando lo spazio della terrazza.

Adesso Trieste ritiene di primaria importanza la valorizzazione e difesa delle botteghe e dei mercati di quartiere, dei negozi di prossimità, eco-solidali e dei servizi rionali diffusi. Il numero di strutture della grande distribuzione organizzata è già sproporzionato al numero di abitanti della città – in costante calo. È invece necessario appoggiare le iniziative rionali di commercio, produzione artigianale, iniziative sociali e terziario, anche attraverso la rigenerazione degli spazi urbani e politiche di riuso e ripristino degli spazi e ambienti oggi abbandonati. 

  • MICROAREE E SERVIZI A MISURA DELLE PERSONE  

Adesso Trieste considera il progetto Habitat Microarea un’eccellenza a livello nazionale, quindi per cui intende potenziare l’apporto del comune in ottica di presenza sul territorio attraverso professionalità adeguatamente formate per agevolare lo sviluppo di comunità dell’area di riferimento, riprendendo quindi la regia del mandato educativo e assistenziale. Adesso Trieste svilupperà i progetti nelle Microaree verso una direzione di apertura a tutta la città, dalle periferie al centro di interesse, evitando dinamiche di chiusura delle periferie in loro stesse.  

  •  UNA CITTÀ PIÙ VERDE E PIÙ SANA

Realizzeremo un piano strategico dell’infrastruttura verde, per definire interventi di sviluppo e valorizzazione del verde urbano e periurbano in un orizzonte temporale medio-lungo. Gli spazi verdi devono essere messi a sistema e connessi per valorizzare le loro diverse funzioni (verde boschivo, sportivo, verde per il gioco dei bimbi, corridoio di mobilità) e per promuovere stili di vita sani.  Creeremo due nuovi parchi urbani che rappresentino uno spazio pubblico curato, sicuro e vivo. Individueremo almeno uno spazio idoneo per ogni rione dove installare orti urbani. Prevederemo in ogni rione almeno un’area verde o un giardino pubblico gestito in comune tra l’Amministrazione e associazioni di cittadini. Selezioneremo cinque scuole per interventi dimostrativi di rinverdimento delle facciate.

  • LA CITTÀ DEI 15 MINUTI

Una città in cui tutti i servizi alla persona (scuole, negozi, centri civici, luoghi di aggregazione, spazi verdi) siano raggiungibili in massimo 15 minuti a piedi o in bicicletta. Un’idea di città come unione di tante comunità, una vita dai ritmi più naturali, promuovendo stili di vita sani, costruendo comunità, vivendo gli spazi urbani e rendendoli quindi più sicuri. Per questo, riqualificheremo e amplieremo le piazze rionali, con interventi di sperimentazione partecipata , promuoveremo il commercio diffuso e di prossimità, promuoveremo la diffusione dei servizi, dotando i rioni di centri polifunzionali, con spazi per biblioteche, emeroteche, luoghi ad uso delle associazioni, cinema, piscine, parchi urbani.

  • UNA NUOVA IDEA DI MOBILITÀ: TRAM, BICI, PEDONI 

A Trieste la mobilità urbana è sbilanciata sull’uso dell’auto privata e questo rende le strade e gli spazi urbani poco sicuri e vivibili.  Più della metà degli spostamenti urbani è fatto in auto e tra questi, nelle ore di punta, il 54% è  inferiore ai quattro chilometri, questo genera traffico, smog, perdita di qualità degli spazi urbani e problemi di salute e di sicurezza. Per raggiungere un giusto mix nella mobilità urbana agiremo principalmente su 4 aspetti: pedonalità, ciclabilità, trasporto pubblico e sicurezza. AT vuole dare a tutte  e tutti la possibilità di poter scegliere il mezzo migliore per muoversi in città dando spazio a una nuova cultura della mobilità urbana. Per questo vogliamo introdurre una tariffazione gratuita dei servizi di trasporto pubblico locale per gli studenti e ridotta per le famiglie. Inoltre, con lo stesso finanziamento richiesto dalla Giunta Dipiazza per l’inutile e dannosa ovovia AT propone invece la costruzione di una moderna rete di tram, che in 5 minuti collegherebbe la Stazione a piazza Foraggi. Un primo passo verso una rete di trasporto pubblico su ferro più ampia, che preveda almeno 2 linee di tram da completare grazie a ulteriori finanziamenti pubblici ed europei, una costiera da Barcola a Campo Marzio e una dalla Stazione a Borgo Sergio, estensibile poi da Sistiana a Capodistria.

  • TURISMO LENTO, ECOLOGICO, DIFFUSO

Trieste deve saper scegliere un turismo sostenibile, non invasivo, creando le condizioni per un modello accogliente, attrattivo e redditizio.  Un turismo autentico, che valorizzi l’identità del territorio e che distribuisca ricchezza in modo diffuso, dal carso ai rioni della città, a beneficio di tutte le persone che la abitano.  AT propone un piano industriale nel settore turistico per i prossimi 10 anni, l’investimento dei proventi della tassa di soggiorno nella costruzione di percorsi ciclabili e pedonali per favorire cicloturismo e cammini, un turismo culturale basato su mostre, spettacoli e festival, un turismo attivo e sportivo con maratone, tornei e grandi eventi sportivi. Anziché costruire strutture costose e impattanti per il turismo di massa, come lo zoo liquido nel sito della Lanterna (Parco del Mare) noi proponiamo un Eco Parco del Mare Diffuso, che connetta le attività culturali e sportive legate al mare e che offra un turismo esperienziale estendendo la permanenza dei turisti in città.

  • PARTECIPAZIONE E DECENTRAMENTO: Estendere gli spazi di partecipazione con la riforma delle Circoscrizioni e l’istituzione delle Case di quartiere e dei Laboratori di cittadinanza

A Trieste le decisioni sono rese note ai cittadini a cose fatte, come nel recente caso dell’Urban Center di Corso Cavour. La città è governata a porte chiuse, senza tenere conto delle reali esigenze e aspirazioni di quanti abitano, studiano e lavorano in città. AT vuole affrontare il futuro in modo diverso partendo dalle persone  e dall’interesse generale, grazie a un’architettura istituzionale che agevoli la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali e alla cura e alla gestione condivisa dei beni comuni urbani. Ripensare il decentramento amministrativo come un sistema di spazi di rappresentanza e di aggregazione dove esercitare i propri diritti e influenzare le scelte che riguardano il proprio quartiere. Realizzare dei laboratori di cittadinanza dove, su base territoriale, vengono impiegate delle risorse per trasformare i luoghi in cui si vive e si lavora migliorando così la qualità della vita. Attribuire alle Circoscrizioni maggiori funzioni deliberative e amministrative. Istituire delle case di quartiere ossia dei luoghi accessibili, inclusivi e aperti che promuovano cultura e le attività di animazione territoriale per tutti a tutte le età.

  • CULTURA: 100 eventi in 100 piazze 

A Trieste viviamo una vera e propria emergenza culturale. Questa città sta morendo di noia ed anche questo è uno dei motivi della fuga dei nostri giovani. Questa amministrazione ha scelto di lasciar morire il comparto cultura. Ridimensionamento delle biblioteche e del personale addetto; nessun evento di rilievo in zone semicentrali o periferiche; pochissimi eventi di livello internazionale; nessun coinvolgimento delle associazioni nella vita culturale cittadina; negli ultimi 5 anni sono stati chiusi quasi tutti i luoghi dove fare musica dal vivo; musei allo sbando. Come per la mobilità, anche per la cultura ci vuole il giusto mix tra eventi di richiamo e una programmazione culturale sul lungo periodo. AT lavorerà alla diffusione di eventi culturali su tutto il territorio, disseminandoli in ogni rione della città, allestendo 100 eventi in 100 piazze e allungando la durata di Trieste Estate da maggio a ottobre. AT investirà su ricreatori, biblioteche, laboratori teatrali.

  • CITTÀ BENE COMUNE: Patti di collaborazione e regolamento di amministrazione condivisa per la cura e la gestione dei beni comuni urbani

I beni comuni sono tutti quei beni che se arricchiti arricchiscono tutti, e se danneggiati danneggiano e pregiudicano il benessere delle persone e della comunità nel suo complesso. Parchi e giardini pubblici, piazze, scuole, infrastrutture, edifici: sono luoghi che assumono significato e rilevanza per la comunità locale e permettono il soddisfacimento dei bisogni e delle esigenze primarie della collettività.  Verrà predisposto un Regolamento per la cura, la gestione condivisa e rigenerazione dei beni comuni urbani per facilitare la  libera iniziativa dei soggetti civici, siano essi in forma organizzata (associazioni, cooperative) o meno (gruppi informali, cittadini singoli), nel prendersi cura dello spazio collettivo. Dal Regolamento discendono i patti di collaborazione dove saranno definiti, in un piano paritario tra cittadini e Comune, i programma di rigenerazione, di cura e gestione dei beni comuni urbani, le modalità e gli ambiti di intervento. In questo modo i buchi neri della città, le zone abbandonate e in degrado o che versano in stato di parziale o totale inutilizzo riacquisteranno nuova vita anche per rispondere alle esigenze sempre più pressanti di sicurezza sociale.

  •  POLITICHE DI GENERE E LGBTQIA+

Una forte presa di posizione da parte dell’amministrazione comunale nei confronti delle politiche di genere e di tutela della comunità LGBTQIA+  deve entrare all’interno delle politiche programmatiche di una città aperta, inclusiva e con lo sguardo volto all’Europa. Il lavoro delle istituzioni pubbliche deve accompagnare, incoraggiare e sostenere il lavoro delle tante associazioni e enti che da molti anni si impegnano in questo campo.  Si provvederà all’adesione del Comune alla rete RE.A.DY (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni per le Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere), promuovendo e sostenendo campagne di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere e contro l’omolesbotransfobia. A questo si affiancherà un lavoro di rafforzamento delle Microaree per la valutazione del rischio e gestione dei percorsi delle donne vittime di violenza, introducendo anche forme di sostegno economico volti a favorire l’emancipazione delle vittime di violenza di genere. Per concludere, verrà istituito un tavolo permanente tra Comune e associazioni LGBTQIA+ per la prevenzione e il monitoraggio delle criticità sul territorio e si ribattezzerà  la “Sala Tergeste” in “Sala Tergeste – matrimoni e unioni civili”, dando riconoscimento pubblico a tutte le possibili forme di unione tra persone.

  • GENITORIALITÀ E FAMIGLIA

Considerata la sempre più complessa sfera del mercato del lavoro, i servizi dedicati alle famiglie per una serena conciliazione tra lavoro e vita privata devono aggiornarsi e diventare più flessibili. Ogni anno infatti centinaia di famiglie non hanno la certezza di trovare posto all’asilo nido per i propri figli.  Per questo prevederemo l’apertura di almeno 2 nuove sezioni nei rioni periferici entro il primo mandato,   aumenteremo le risorse disponibili per l’abbattimento rette per la frequenza degli asili nido e     Promuoveremo  delle misure di conciliazione casa-lavoro. 

  • MIGRAZIONE, ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE

La sfida attuale è di evitare di parlare di crisi temporanee o di limitarsi a cercare soluzioni momentanee. Occorre, anzitutto, fare in modo che nelle aree di insediamento i migranti trovino spazi di ampia cittadinanza senza compromettere quella dei nativi. L’accoglienza diffusa è dunque la modalità di approccio al fenomeno migratorio più efficace. Non solo garantisce ai richiedenti asilo l’esercizio dei diritti fondamentali, ma anche la possibilità di far riconquistare alla persona l’autonomia nella gestione della propria vita. Per permettere una concreta e veloce integrazione e prevenire i fenomeni di illegalità, marginalizzazione e di conflitto sociale serve però eliminare alcuni ostacoli che tuttora ne rallentano fortemente la realizzazione.  Organizzeremo, in collaborazione con gli enti del terzo settore e l’associazionismo, un sistema che riduca le accoglienze emergenziali a favore di quelle ordinarie, territoriali in grado di garantire l’accesso ai diversi servizi, così da permettere alla persona una veloce integrazione e la possibilità di iniziare a produrre valore e ricchezza per se stesso e per la comunità. 

  •  UNA CITTÀ ACCESSIBILE PER TUTTE E TUTTI

Adotteremo un Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) concepito in modo organico e diffuso su tutto il territorio comunale, con una prospettiva nettamente diversa rispetto a quella dall’attuale Amministrazione. AT svilupperà un PEBA partendo dall’ascolto e dal coinvolgimento delle persone e delle associazioni per poi identificare le barriere architettoniche negli spazi aperti e negli edifici pubblici, progettare, programmare e ultimare gli interventi, e infine monitorarli. Questo approccio è fondamentale perché consente di mappare in modo sistematico le criticità sul territorio comunale, prevedendo una loro risoluzione in un tempo definito e con un budget dedicato e definendo gli interventi più urgenti. Perché una città più accessibile per le persone con disabilità è una città più accessibile per tutti. 

  • RIPUBBLICIZZAZIONE DEI SERVIZI LOCALI

Intendiamo dare avvio a un processo di ripubblicizzazione dei servizi pubblici (come l’acqua) attraverso la costituzione e introduzione di comitati di lavoratori e di cittadini all’interno dei CDA aziendali. Tali consigli di lavoro valuteranno le strategie aziendali, le decisioni di localizzazione, le condizioni lavorative e gli impatti che le decisioni avranno sul lavoro e sull’ambiente. La ripubblicizzazione che vogliamo non coincide semplicemente con l’idea relativa alla natura giuridica di diritto pubblico del soggetto gestore ma spinge la definizione di pubblico verso quella di comune che implica il superamento della semplice delega alle istituzioni ed una partecipazione popolare diretta.

  • COMUNITÀ ENERGETICHE- ENERGIA PULITA, RICCHEZZA PER TUTTI:

 Affiancheremo al risparmio energetico la creazione di comunità energetiche diffuse sul territorio. Le comunità energetiche producono, scambiano e consumano energia rinnovabile (in genere prodotta da pannelli fotovoltaici) in modo da essere autosufficienti. Sono uno strumento di democratizzazione dell’energia e di lotta alla povertà energetica, che creando ricchezza per i cittadini e proteggendo l’ambiente. Per attuare questo cambiamento servirà creare un nuova azienda municipalizzata a 100% capitale pubblico che fornisca consulenza e servizi ai gruppi di cittadini che vogliono intraprendere questo cambiamento e per rendere autosufficienti dal punto di vista energetico tutti gli edifici comunali e l’edilizia pubblica entro il 2031.

  • RIFIUTI ZERO – PROTEGGIAMO L’AMBIENTE CREANDO OPPORTUNITÀ DI OCCUPAZIONE, PARTECIPAZIONE, SALUTE E RICCHEZZA  

Il miglior rifiuto è quello non prodotto. Va ridotta la produzione di rifiuti attraverso incentivo di prodotti sfusi e vuoto a rendere. I cittadini devono essere protagonisti di questo cambiamento realizzando un sistema di raccolta, riutilizzo e riciclo diffuso e su misura quartiere per quartiere. Ciò porterà alla realizzazione di una filiera del riciclo che creerà alcuni centinaia di posti di lavoro trasformando i rifiuti in risorsa. L’obiettivo è arrivare entro il 2031 a dimezzare la produzione di rifiuti e a differenziare il 95% di quelli prodotti con benefici per i cittadini che vedranno una conseguente riduzione sulla tassa dei rifiuti.

  •  CONNESSIONE CITTÀ-CONOSCENZA

Adesso Trieste ritiene sia fondamentale, in una città vocata alla conoscenza, stabilire dei rapporti virtuosi e strutturati tra la Pubblica Amministrazione e le realtà di studio e formazione della città. Il Comune dovrà porsi come parte attiva nella collaborazione con il cosiddetto Sistema Trieste: favorire, sviluppare e implementare servizi ad alto profilo per l’intera cittadinanza saranno le azioni alla base di un rinnovato dialogo fra ricerca e pubblica amministrazione. Svilupperemo un piano strategico per la Città di Trieste, con l’indicazione degli obiettivi strategici che saranno in parte conseguiti attraverso i programmi europei a gestione diretta e indiretta. Proporremo una revisione del Protocollo d’intesa Trieste città della Conoscenza tra Comune e Enti di Ricerca in cui vengono individuati i temi centrali che devono interessare l’amministrazione comunale, gli enti di ricerca e l’Università nel loro complesso. Finanzieremo assegni di ricerca in più ambiti (economico, giuridico amministrativo, socio-pedagogico) su tematiche inerenti allo sviluppo sociale ed economico del territorio, volte ad approfondire politiche innovative e sostenibili (lo strumento del green public procurement in ambito di appalti pubblici).

  • TUTELA DEL MARE

Trieste è prima di tutto una città di mare, e il suo mare va tutelato, oltre che conosciuto e vissuto. Proponiamo di proteggerlo in primo luogo dai rifiuti, ad esempio disincentivando o vietando la plastica monouso lungo la costa, ma anche di viverlo di più, tramite lo sviluppo di attività sportive e culturali legate al mare, a vantaggio di turisti e residenti. Proponiamo anche di conoscerlo meglio, grazie alla promozione di studi, ricerche e attività di sensibilizzazione alla cittadinanza. Infine, curare gli spazi urbani vicini al mare, ad esempio liberando le rive dai parcheggi e facendole diventare spazi da vivere. 

  • RIGENERAZIONE URBANA

Intendiamo prenderci cura dei luoghi che abitiamo, coinvolgendo attori pubblici e privati in processi di trasformazione fisica, economica, ecologica, sociale, culturale degli spazi pubblici e privati, soprattutto di quelli abbandonati e sottoutilizzati. A tal scopo, svilupperemo in collaborazione con Ater e parti sociali un piano per l’edilizia popolare, estendendo il supporto oltre l’emergenzialità, promuovendo percorsi di autorecupero, prevedendo un mix sociale per le nuove costruzioni e rimodulando l’IMU per gli alloggi sfitti. Inoltre, dando attuazione alle indicazioni del Piano Regolatore, rigenereremo vaste aree dei rioni periferici, con particolare attenzione agli spazi aperti, alla creazione di attività innovative che combinino l’economia locale con la produzione di impatti sociali e culturali positivi, alla cooperazione di cortile e di strada. Infine, ci prenderemo cura dei suoli, rendendo nuovamente permeabili le aree precedentemente soffocate da cemento e asfalto, promuovendo orti urbani comunitari, didattici, foreste urbane e compostiere comunitarie, e creando una rete di custodi del suolo.

  •  CITTÀ EDUCANTE

AT incrementerà la rete di servizi educativi in modo da promuovere una comunità educante “che si fa carico, attraverso l’azione integrata di tutti i soggetti che a diverso titolo lavorano in campo educativo, dello sviluppo armonico e integrale di tutti i suoi cittadini, con particolare attenzione a quelli più giovani, a cui intende offrire gli strumenti per vivere una cittadinanza attiva, che attinga a cultura, saperi, etiche ed esperienze.” in quest’ottica sarà fondamentale rilanciare il patrimonio storico ed unico  dei Ricreatori spazio privilegiato per le bambine e i bambini dove praticare il gioco libero, sperimentare le relazioni sociali, provare la propria autonomia e scoprire i propri talenti e reinserire la figura degli educatori di strada che opereranno appoggiandosi alle Microaree, andando a lavorare con i ragazzi direttamente nei loro luoghi informali d’aggregazione sostenendoli nel loro progetto di vita, incoraggiandoli nel loro sogno, guidandoli in percorsi di salute e legalità, agevolando la loro partecipazione alle attività cittadine, portando e promuovendo sviluppo di comunità con iniziative a loro dedicate.

  •  CITTÀ E STRADE SICURE E A MISURA DI BAMBINA E BAMBINO

Gli incidenti stradali con morti e feriti gravi (nel 2019 919 incidenti stradali, 1125 feriti e 15 morti) costituiscono un’emergenza con costi umani e sociali che non possono più essere accettati come un inevitabile effetto collaterale della circolazione stradale. Per questo vanno ridisegnati gli spazi e le strade con lo scopo di moderare la velocità e rendere più sicure le intersezioni per favorire la convivenza tra diversi modi di muoversi e garantire maggior spazio e sicurezza agli utenti deboli della strada (pedoni, bici). Partiremo dai bambini, perché una città sicura per i bambini è una città sicura per tutti. Andare a scuola a piedi, possibilmente da soli, su un tragitto scelto attraverso una costruzione collettiva significa per ogni bambino affermare di essere un individuo, un cittadino e una persona che gode di specifici e inviolabili diritti, e vedersi riconosciuto in quanto tale. Permettere alle bambine e ai bambini di Trieste una mobilità sicura e in autonomia per andare a scuola è il riconoscimento che il luogo pubblico è tale solo se garantisce e accoglie tutti. 

  • SPORT E STILI DI VITA ATTIVI 

Uno stile di vita attivo è fondamentale per il buon mantenimento dello stato di salute e per la prevenzione di numerose patologie. Lo sport deve essere inclusivo, promotore di socialità e di benessere per le persone, Adesso Trieste implementerà le attività motorie gratuite di quartiere, supporterà la  diversificazione dell’offerta degli sport presenti sul territorio allocando degli stanziamenti destinati a sostenere le attività e gli sport cosiddetti “minori”, realizzerà progetti e iniziative per la promozione di un invecchiamento sano e attivo. Infine l’intero tessuto cittadino andrà riqualificato per favorire la pratica dello sport e gli stili di vita attivi: realizzeremo un piano per raddoppiare in 10 anni gli spazi all’aperto adibiti, con apposite attrezzature, a ospitare una pratica sportiva (campetti per gli sport di squadra e percorsi vita per attività individuali) per promuovere una pratica libera per il cittadino e stili di vita sani.

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