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Mobilità a Barcola: il Comune ascolti la cittadinanza potenziando il trasporto pubblico anziché realizzare un’autostrada

Trieste, baia azzurra, case sul colle e mare Adriatico limpido.

Nel momento in cui la Giunta Dipiazza, a partire dal Sindaco e dall’Assessore all’Urbanistica Babuder, ha reso pubblica l’intenzione di trasformare Viale Miramare in un’autostrada a quattro corsie con nuove aree di parcheggio, addirittura paventando l’ipotesi di estendere la sede stradale a monte per due-tre metri [vedi i due servizi di Telequattro qui e qui], abbiamo ritenuto necessario presentare alcuni approfondimenti relativi alle risposte che la cittadinanza ha dato al questionario lanciato proprio dall’Amministrazione Comunale a cavallo tra il 2023 e il 2024. Questo perché riteniamo fondamentale che la politica, nel momento in cui correttamente coinvolge la cittadinanza nelle scelte strategiche anche solo chiedendo un’opinione, debba poi agire di conseguenza e non fare esattamente il contrario di ciò che viene evidenziato dalle persone.

Questa prima slide offre una fotografia della situazione attuale della mobilità per raggiungere e tornare dal litorale di Barcola. Si può notare una netta prevalenza di mezzi privati a motore (automobilisti e motociclisti/scooteristi) che raggiungono quasi il 70%, mentre solo il 18% utilizza il trasporto pubblico e il restante 13% utilizza la mobilità attiva (a piedi o in bici).

L’analisi sulle domande relative alla percezione di sicurezza/insicurezza nel muoversi da/verso Barcola ha fornito segnali per certi versi preoccupanti. Più di un terzo dei cittadini si sente insicuro o molto insicuro nel percorrere la viabilità che porta al lungomare, ma le percentuali diventano allarmanti se si osserva il punto di vista di pedoni e ciclisti: quasi la metà dei pedoni e addirittura 7 ciclisti su 10 dichiarano di percepire un basso livello di sicurezza.

Abbiamo analizzato i fattori che incidono negativamente su questa percezione, considerando le risposte dei cittadini che nella domanda precedente avevano risposto di sentirsi insicuri, I risultati sono i seguenti: il traffico pesante è stato segnalato nel 29% dei casi, con una maggior preoccupazione per coloro che utilizzano l’autobus (35%); la sosta selvaggia nel 25% dei casi, tra cui spiccano i ciclisti (30%) e gli utenti del bus (28%); la distrazione del conducente nel 22% delle risposte, percepita come fattore di preoccupazione soprattutto dai motociclisti (30%); vengono segnalati come fattori preoccupanti anche l’eccesso di velocità (11%) e i possibili incidenti stradali (6%).

Da questi risultati iniziano ad emergere le indicazioni più chiare da parte della cittadinanza sulla Barcola del futuro. Alla domanda relativa alla disponibilità a cambiare le proprie abitudini di trasporto in presenza di un sistema di trasporto pubblico meno affollato, più frequente e più veloce, automobilisti e motociclisti rispondono molto favorevolmente (rispettivamente il 61% e il 47% si è dichiarato propenso o molto propenso a optare per il mezzo pubblico). Il segnale dato dalla cittadinanza è chiaro: un investimento nelle infrastrutture di mobilità pubblica potrebbe decongestionare il traffico e, tra gli altri impatti positivi, ridurre gran parte dei fattori di insicurezza analizzati in precedenza.

Formulando una domanda analoga alla precedente, ma proponendo l’alternativa di collegamenti ciclabili più continui e sicuri, anche in questo caso quasi 2 automobilisti su 5 e metà dei motociclisti si dichiara disposta ad abbandonare il proprio mezzo a motore in favore dell’utilizzo della bici.

In questa classifica abbiamo ordinato i mezzi che i cittadini utilizzerebbero in futuro per raggiungere Barcola, indicati dai rispondenti tramite una domanda a risposta aperta. I risultati descrivono delle aspettative completamente differenti rispetto alla ripartizione modale attuale: in futuro a un terzo dei cittadini piacerebbe utilizzare la bici, a quasi un quarto l’autobus e il collegamento via mare, il 13% utilizzerebbe una linea tranviaria, solo il 12% continuerebbe ad utilizzare l’automobile, l’11% un generico mezzo pubblico, l’ovovia sarebbe utilizzata solo nel 7% dei casi, lo scooter dal 5% e il 4% andrebbe a piedi.

Raffrontando l’assetto attuale della mobilità da/verso Barcola con le aspettative dei cittadini, otteniamo il risultato più significativo di questa analisi: dal 70% di mobilità privata a motore si passerebbe al 12%, la mobilità attiva crescerebbe dal 14% attuale al 27%, e l’utilizzo del mezzo pubblico registrerebbe un notevole balzo, dal 18% al 61%. La piramide della mobilità, in sostanza, sarebbe completamente ribaltata, mettendo al primo posto il trasporto pubblico e all’ultimo quello privato a motore.

In quest’ultima rappresentazione grafica è possibile riscontrare come tutti gli interventi proposti incontrino il favore della popolazione, dall’attivazione del collegamento via mare all’ulteriore installazione di attrezzi ginnici, fino alla costruzione di ampie terrazze in zona bivio e alla cura dell’arredo urbano (con percentuali di chi li considera positivi o molto positivi che variano dal 63% al 78%), ma tra di essi spicca la quasi totalità del campione (93%) che ritiene positiva o molto positiva la realizzazione di più spazi verdi.

Dipiazza e i suoi sostenitori intendono trasformare il lungomare più amato dai triestini in un’autostrada, aumentando il traffico e i rischi per la sicurezza stradale: vogliono farlo andando contro il buonsenso, ma anche contro la volontà popolare, che parla chiaro, come dimostrano questi dati.

Noi continueremo ad impegnarci per un altro modello di mobilità, comodo, sostenibile, sicuro e accessibile: in particolare restiamo convinti che sul modello di diverse altre città italiane ed europee vada progettata una moderna linea tranviaria che potrebbe servire tutto il litorale, dal Castello di Miramare a Campo Marzio e oltre.