Adesso Trieste sostiene le richieste dell’Assemblea Pubblica “Difendiamo la Quarantotti Gambini”

Che la Giunta Comunale uscente non prendesse troppo sul serio la cultura era sempre stato piuttosto esplicito, e l’apoteosi si era raggiunta quando, a rappresentare Trieste per la candidatura a città creativa UNESCO per la letteratura, si era presentata a Parigi la pattuglia acrobatica composta dal Sindaco Dipiazza, che di mestiere faceva il gerente di supermercati, insieme all’Assessora alle Attività economiche, fino a poco tempo prima impiegata in un negozio di componenti elettronici, e l’Assessore alla Cultura, perito edile.

In quell’occasione Trieste non riuscì ad aggiudicarsi il titolo, ma almeno si poteva dire che il terzetto mostrava tanta buona volontà perché, nelle dichiarazioni pubbliche, il Sindaco in particolare parlava di Saba, Svevo e Joyce con un trasporto e una commozione che di solito non si riscontrano in chi non ne ha mai letto neanche una riga.

Ma poco tempo dopo, archiviata la spedizione parigina, di tutto quell’afflato letterario non restò molto.

A seguito del pensionamento di due dipendenti della Biblioteca per le quali non era stata programmata alcuna sostituzione, nel febbraio 2020 il Comune di Trieste taglia del 50 per cento l’orario di apertura della Biblioteca Quarantotti Gambini nel popoloso quartiere di San Giacomo. “Fortuna” vuole che scoppi una pandemia e che l’Amministrazione possa dare la colpa al virus delle proprie mancanze!

In realtà, il problema vero è che il Comune non ha alcuna intenzione di investire nelle attività culturali. Il personale che va in pensione non viene rimpiazzato, si spostano dipendenti da altri servizi senza fornirli di un’adeguata formazione e si continua a sfruttare personale di cooperativa, professionalmente preparato ma non adeguatamente inquadrato e remunerato. Non è un caso che nel piano assunzioni del 2021 non ci sia nemmeno un posto messo a concorso per le Biblioteche!

Stamattina in Campo San Giacomo si è tenuta una conferenza stampa / presidio dove la situazione è stata illustrata chiaramente da Antonella Farina Riva con gli altri membri dell’Assemblea pubblica “Difendiamo la Quarantotti Gambini”.

La petizione a sostegno della biblioteca, promossa nei mesi scorsi e che conta già un migliaio di firme, continua e sarà presentata all’Amministrazione che uscirà dalle urne. La richiesta è che sia ripristinato l’orario pieno, e anzi ampliato anche nella fascia oraria centrale e serale, per consentire al maggior numero di persone di usufruire di un servizio che possiamo sicuramente definire ‘essenziale’.

Perché se hai il pane ma non la conoscenza, è molto probabile che ti abbiano rifilato una pagnotta fatta di segatura.

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