Anche al secondo turno l’astensionismo si conferma il vero vincitore delle elezioni: dopo essere stato eletto nel 2016 da un quarto dell’elettorato, Dipiazza è oggi riconfermato Sindaco con un quinto degli aventi diritto al voto.

La forza del centro-destra, derivante da un ventennio di mera gestione del potere, si dimostra così essere anche la sua enorme debolezza: questo stile amministrativo gli ha fatto perdere per strada 20.000 voti dal 2001 ad oggi. La coalizione a sostegno di Dipiazza è dunque sempre più una minoranza in città ed è sicuramente battibile, a patto di riportare al voto migliaia di triestine e triestini che non si sentono più rappresentati da questa politica, ritenuta non a torto incapace di dare risposte ai loro bisogni, o addirittura indifferente a essi.

Ieri si è votato in un clima surreale: a urne aperte la manifestazione no green pass al varco del Molo VII è stata trattata dalle istituzioni come una mera questione di ordine pubblico, con l’uso di idranti e una pioggia di lacrimogeni che ha lambito la scuola Campi Elisi, allestita come seggio elettorale. Un’immagine emblematica dello stato della democrazia e della partecipazione nella nostra città, e non solo.

Siamo soddisfatte/i del fatto che, come certificato dal risultato finale, il nostro elettorato si sia riconosciuto nell’indicazione di voto definita dall’Assemblea Cittadina di Adesso Trieste e abbia sostenuto Francesco Russo, a difesa di principi e valori che la destra oltraggia costantemente nella sua pratica politica. Purtroppo il nostro contributo non è stato sufficiente a scongiurare un quarto mandato di Dipiazza a trazione di estrema destra.

Al candidato sconfitto del centro-sinistra va riconosciuto di non aver lesinato energie per giocarsi la partita fino in fondo. Tuttavia ci preme sottolineare che la sconfitta della coalizione del PD non è maturata in queste ultime due settimane, né nei mesi della campagna elettorale, ma viene da cinque anni di opposizione debole e inefficace a un sistema di potere che governa la città dal 2001. Per invertire la tendenza non è sufficiente il carisma e la capacità dei singoli, ma servono processi politici autentici e credibili, fatti dell’impegno e dell’intelligenza collettiva di molti.

Questa è la prospettiva rispetto alla quale le 11 elette e i 6 eletti di Adesso Trieste in Consiglio Comunale e nelle Circoscrizioni si impegneranno. Continueremo a indicare la possibilità di un’altra via, e a percorrerla insieme a chi vorrà accompagnarci, dentro e fuori dalle istituzioni. La strada da fare è molta, e speriamo di essere in tante e tanti, anche oltre i confini di Adesso Trieste, a dedicare energie, tempo e intelligenza alla costruzione di una città più giusta, verde, inclusiva, sicura e partecipata.

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