In occasione della Settimana mondiale della sicurezza stradale  Adesso Trieste aderisce alla campagna “Streets for life”, firmando la lettera aperta delle Nazioni Unite e partecipando all’iniziativa promossa dal basso di sabato 22 in via San Cilino. La campagna evidenzia i benefici del moderare la velocità sulle strade e invita ad abbassare il limite a 30 km/h in ambito urbano.

Si deve offrire a tutte e tutti la possibilità di poter scegliere il mezzo migliore per muoversi in città dando spazio a una nuova cultura della sicurezza e della mobilità urbana. La realizzazione di interventi che tutelino chi si muove a piedi, in bicicletta e in auto deve essere una priorità nei prossimi anni avendo come obiettivo zero morti ed incidenti gravi in ambito urbano a Trieste entro il 2031.

La velocità eccessiva è al centro del problema degli incidenti stradali e si stima che il 40-50% delle persone guidi al di sopra del limite di velocità. I dati Istat dicono che nel 2019 nella Provincia di Trieste ci sono stati 919 incidenti stradali, 1125 feriti e 15 morti. Gli incidenti stradali costituiscono un’emergenza con costi umani e sociali che non possono più essere accettati come un inevitabile effetto collaterale della circolazione stradale. Nel nostro programma, con cui ci candidiamo a governare Trieste, la promozione della sicurezza stradale ha un posto di primaria importanza e prevede una mappatura dei 100 punti più pericolosi e di un piano per la loro messa in sicurezza attraverso interventi di moderazione della velocità.

Nell’ambito della settimana della sicurezza stradale, a San Giovanni in via San Cilino sabato 22 maggio dalle 10:30 alle 13 si terrà l’iniziativa  “Una strada sicura è una strada aperta al gioco!”, organizzata da un gruppo di genitori, a cui Adesso Trieste aderisce e partecipa. L’animazione della strada avverrà in occasione della pedonalizzazione temporanea della via e vedrà momenti di gioco per i più piccoli. L’obiettivo dell’iniziativa è “cambiare assieme il modo muoverci in città e farlo a partire dalle strade in periferia, che possano tornare a essere spazi per la socialità e per il gioco”.

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